Scritte sui muri di Locri: le reazioni politiche

Enza Bruno Bossiso: De Raho ha ragione: è la mafia che toglie il lavoro

A Locri ieri lo Stato, le associazioni, la società civile hanno mostrato il volto di chi non si rassegna al condizionamento mafioso.

La presenza del Presidente Sergio Mattarella ha inteso, anche con la sua storia personale e familiare, essere più di una testimonianza per assumere il carattere di un chiaro impegno politico per tutte le istituzioni democratiche.

Ieri a Locri ho sentito più che mai l’orgoglio e la responsabilità di questo impegno come donna, come calabrese e come rappresentante di questa nostra terra.

Le forze criminali hanno capito bene il messaggio.

Le scritte inqualificabili fatte trovare oggi rappresentano il tentativo della ‘ndrangheta di rivendicare la propria presenza e il proprio dominio sul territorio. Per questo non vanno sottovalutate.

Ha ragione il dott. De Raho: è la ‘ndrangheta che toglie il lavoro e strozza la Calabria, altro che gli “sbirri” o Don Ciotti e “Libera”.

Perché l’unico “lavoro” che bisogna eliminare in Calabria è quello dei mafiosi.

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Avviso Pubblico:

“Questi vili messaggi sono una sfida allo Stato, alle istituzioni democratiche e dimostrano quanto la ‘ndrangheta sia ancora forte in alcune zone del nostro Paese. Ma sono anche la dimostrazione di quanto le mafie hanno paura di una società libera, solidale, in cui prevalgono la legalità e la giustizia. Utilizzare un tema molto delicato e sensibile come il lavoro e la disoccupazione per infangare un nome e un’associazione, che da oltre vent’anni organizza, insieme ad Avviso Pubblico, una giornata nazionale per ricordare chi è stato strappato alla vita dalla violenza mafiosa e che quotidianamente lavora per costruire un’Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dal malaffare, è un segnale di forte preoccupazione, di fastidio, di paura”.

 

Queste le parole del Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, a seguito delle minacce inquietanti rivolte al Presidente di Libera don Luigi Ciotti, comparse sui muri dell’arcivescovando, di una scuola e del comune di Locri.

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Olivierio:

“Le scritte offensive e violente apparse sui muri di Locri la scorsa notte contro don Ciotti rappresentano un’offesa alla Calabria civile, laboriosa e democratica che vuole vivere nel rispetto della legalità e delle regole  e sono il segno evidente che la presenza dello Stato sul nostro territorio dà fastidio”.

E quanto afferma, in una nota, il Presidente della Regione Mario Oliverio il quale, appena appresa la notizia della comparsa delle scritte, ha immediatamente raggiunto telefonicamente don Ciotti, fondatore di “Libera” e il Prefetto di RC a cui  ha ribadito con forza l’impegno della Regione  a favore della legalità e contro ogni tipo di imposizione mafiosa ed ha espresso solidarietà, vicinanza ed impegno concreto al sacerdote, alla sua associazione e ai familiari delle vittime di mafia.

“Piccoli e squalificati gruppi di uomini che intendono mantenere la nostra regione sotto il ricatto della violenza, della minaccia e della paura –ha aggiunto Oliverio- non possono offuscare i valori e l’immagine di una terra operosa e accogliente come la nostra, amante della propria storia, della propria libertà e della propria dignità. La presenza del Capo dello Stato ieri e la grande manifestazione programmata per domani a Locri, evidentemente hanno fatto saltare i nervi a chi non ama che si accendano i riflettori su una realtà come quella calabrese in cui la stragrande maggioranza delle persone è contro la ‘ndrangheta ed è pronta a combatterla quotidianamente per debellarla definitivamente. E’ questa, infatti, la Calabria onesta e virtuosa che domani scenderà in piazza per stringersi intorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie per testimoniare al Paese e al mondo intero che solo una vita vissuta all’insegna della legalità e nel rispetto delle regole e degli uomini, può assicurare una speranza ed un futuro alla nostra regione e, soprattutto, ai giovani che vivono in essa. Per questo motivo la Regione continua ad essere in prima fila nella battaglia a difesa della legalità e contro tutte le mafie”.

“Ai calabresi e a tutti quelli che non vogliono rassegnarsi e cedere al ricatto e al sopruso della violenza e della intimidazione criminale –ha concluso il Presidente della Giunta regionale- rivolgo  un appello forte ed accorato ad essere insieme a noi, domani a Locri, per testimoniare che la Calabria sta dalla parte di quanti, come don Ciotti, si battono per liberare questa terra e tutte le terre in cui la mafia, ogni tipo di mafia, cerca di imporre il proprio dominio e il proprio potere”. f.d.

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Paolo Parentela (M5S): “Azione da condannare. Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta.”

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I consiglieri del gruppo di minoranza consiliare “Impegno e Trasparenza – Pd” intendono condannare fermamente gli autori degli scritti apparsi sui muri di alcuni dei più importanti edifici della Città di Locri all’indomani della visita del Presidente della Repubblica, in vista della XXII giornata della Memoria organizzata dall’Associazione “Libera” e da “Avviso Pubblico”.

 

In un Paese già violentemente colpito dalla piaga del malaffare, leggere insulti così pesanti rivolti a chi dedica il proprio impegno alla lotta contro la ‘ndrangheta, dispiegando ogni mezzo in proprio possesso, non è proprio il risultato che avremmo voluto ottenere alla luce dell’importanza che assume per la cittadinanza la lotta alla criminalità organizzata.

 

Continueremo compatti a invocare giustizia, legalità, ordine e più lavoro per i giovani ma in un costante e corretto dialogo con le Istituzioni ad ogni livello, al fine di consegnare un futuro più sano alle generazioni che verranno e senza piegarci a chi invece mistifica il senso delle cose e vuole mortificare l’operato di chi si stringe intorno alle vittime della ‘ndrangheta.

 

Ricordiamo a noi stessi il lavoro costante e importantissimo che le forze dell’ordine conducono giornalmente per reprimere e prevenire azioni di tal fatta; recriminiamo decisamente ogni forma di “ribellione” che si ispira alla violenza, verbale e non; invitiamo i cittadini tutti a cercare il proprio riscatto dalla ‘ndrangheta ed a stringersi ancora di più ai familiari delle vittime che domani attraverseranno le vie cittadine in occasione della Giornata Nazionale della Memoria, convinti che la scelta della Città di Locri sia un segno tangibile della voglia di far ripartire la nostra terra.

 

 

 

Locri, 20/3/2017                        I Consiglieri del gruppo “Impegno e Trasparenza – PD”

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Nicola Irto (presidente del Consiglio) “Le scritte contro le forze dell’ordine e contro il rappresentante di una meritoria associazione come ‘Libera’, don Luigi Ciotti, apparse sul muro della sede vescovile di Locri, offendono l’intera Calabria. Le condanno con fermezza, nella certezza che gli inquirenti faranno al più presto luce sulla vicenda, ed esprimo piena solidarietà a don Luigi, alle forze dell’ordine, a Libera e alla Curia di Locri”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che aggiunge: “Questo episodio è grave perché si verifica all’indomani di un momento di alto valore e di significato non solo simbolico: la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Locri, città divenuta capitale del mondo che si ribella alle mafie. L’ho detto più volte e lo ribadisco: la Calabria ha bisogno di occupazione – conclude Irto – ma è proprio la ‘ndrangheta  a creare condizioni di bisogno e togliere il lavoro ai figli di questa terra”.

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