Ferdinando Urzini, l’uomo di Stignano che, per 6 ore, si è barricato in casa armato, minacciando in diretta facebook di sparare a chi si fosse avvicinato.

Per più di sei ore Ferdinando Urzini di Stignano (RC) si è barricato nella sua casa  di Torino, armato, e attraverso la sua pagina Facebook sta postando immagini dell’appartamento completamente a soqquadro, lanciando accuse e insulti a parenti e amici e chiedendo insistentemente di parlare con i giornalisti: dice di essere perseguitato dalla mafia e minaccia di sparare a chiunque tentasse di entrare nel suo alloggio.

Non si sa che cosa abbia provocato questa reazione, ma da metà mattina Ferdinando Urzini, un commerciante di prodotti calabresi, è barricato in casa sua al quinto piano di un palazzo in via Borgaro 84 nella periferia di Torino.

L’uomo ha postato numerosi video riprendendo la scena in diretta su Facebook: in uno si vede una pistola sul letto (non si sa se vera o una scacciacani), la casa è colma di oggetti ammassati, dal balcone urla frasi sconnesse contro la mafia e chiede di parlare con i giornalisti. “Voglio parlare con i giornalisti, voglio mio fratello Ilario – lo si sente urlare – Faccio nomi e cognomi, voglio parlare con i giornalisti”.

In mutande, l’uomo si è affacciato al balcone al quinto piano della sua abitazione, in via Borgaro, e ha gettato in strada elettrodomestici, dispositivi tecnologici, sedie e tavoli, videocassette, piatti e persino un’acquario con all’interno alcuni pesci rossi. La zona è stata isolata dalle forze dell’ordine e i carabinieri continuano a negoziare con lui per farsi aprire la porta di casa. Originario di Stignano, il commerciante abita da solo nella periferia del capoluogo piemontese. Urla frasi sconnesse e, dopo aver chiesto l’intervento dell’esercito e dei giornalisti, chiede di parlare con il fratello. Da quanto si apprende, l’uomo, divorziato da un paio d’anni, aveva problemi economici e probabilmente un debito di ventimila euro con le banche. Su Facebook si dice perseguitato da mafia e usurai. In un video si vede una pistola appoggiata sul letto.

 

“Qua non entra nessuno se non viene l’esercito”, ha anche scritto in un post: l’uomo sostiene di essere minacciato “da una banda di mafiosi”.

Urzini ha risposto persino al telefono al sindaco del suo paese d’origine Stignano, il primo cittadino Franco Candia ha provato a dissuaderlo da cattivi intenti e a tranquillizzarlo.

L’uomo ha anche gettanto numerosi oggetti dal balcone. Il timore è che volesse buttarsi lui stesso dal poggiolo. Punta la telecamera prima all’interno dell’appartamento, completamente a soqquadro, e poi in strada, urlando accuse confuse verso decine di persone, tra cui alcuni suoi parenti accusandoli di essere “implicati”.

Contro la porta d’ingresso dell’appartamento ha ammassato sedie, tavoli e altre suppellettili. L’intera casa è stata messa sottosopra. Il commerciante ha anche lanciato dal balcone documenti, videocassette, mobili, e persino una persiana che ha divelto.

Sul posto da qualche ora sono presenti i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno isolato la zona. In un frammento del filmato si vede una pistola appoggiata sul letto. “Da casa mia non mi potete sparare!”, ha urlato ancora in diretta dal suo cellulare. Per sicurezza è stata interrotta l’erogazione del gas.

A tratti chiede anche di parenti e del fratello ma che cosa voglia in realtà l’uomo o il motivo dietro al suo gesto non è chiaro. Per due volte ha fatto il gesto di volersi lanciare dal balcone. I vigili del fuoco hanno sistemato i materassi, nel caso l’uomo si getti nel vuoto. C’è un negoziatore dei carabinieri che sta tentando di convincerlo ad arrendersi.

L’allarme era scattato intorno alle 12 quando un vicino di casa aveva sentito il trambusto provenire dall’appartamento al piano di sotto e aveva chiamato il 112 sapendo che l’inquilino possiede una pistola.

Stando a quanto raccontato dai vicini di casa, la scorsa notte l’uomo, che fino a ieri era regolarmente al lavoro, ha dato in escandescenze, prendendo a martellate le pareti di casa: quasi tutto, in casa, è stato distrutto, come si può vedere dalle immagini girate nelle varie dirette Facebook.

gm




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