‘Ndrangheta e migranti: Minniti punta a screditare Alfano e i suoi derivati

E’ questo il momento di Minniti. E lui che è una vecchia volpe lo ha annusato. L’ispezione annunciata in prefettura a Crotone rivela le sue vere intenzioni: mettere in cattiva luce Angelino Alfano.

Minniti fa saltare tutto l’indotto Alfaniano che girava attorno ai Cara, come a dire: taglia i rifornimenti al nemico. Angelino attraverso le sue terminazioni locali, usava  questa rete non solo per gli intrallazzi economici, ma soprattutto per l’enorme bacino elettorale che si crea attorno alla gestione dei servizi. 400 e passa lavoratori al solo Cara di Crotone, senza contare l’indotto, significano migliaia di persone che in qualche modo sono riconoscenti a “qualcuno” dell’avvenuta “sistemazione”. Facile dire a questi lavoratori come si devono comportare nelle urne se vogliono continuare a lavorare.

Quella vecchia faina di Marco sa dove colpire. E da questa botta difficilmente Angelino e le sue declinazioni locali si riprenderanno. La gestione dei pacchetti di voti in quell’area è saltata, e questo è un guaio per chi come Angelino contava sui voti calabresi. Difficilmente il partito di Angelino e del cinghiale ripeteranno le performance elettorali (nella nostra area) passate. E nel mentre le elezioni si avvicinano.

E’ stata quella vecchia iena di Marco a dare il via libera all’operazione “Jonny” portata avanti dal dottor Gratteri per fermare la gestione mafiosa del Cara più grande d’Europa. Lo sanno tutti che questa inchiesta è “vecchia” di almeno 10 anni, ma fino a che c’era Angelino agli Interni tutto doveva restare tranquillo, non appena è arrivato Marco le cose sono cambiate. Ed ha subito preso la palla al balzo: nella popolare ed enorme polemica che si è scatenata in Italia sulla gestione dei “centri di accoglienza” per migranti, Marco, ma anche Gratteri, avevano bisogno proprio di una operazione come questa. Infatti l’accordo, in questo caso, tra i due (Marco e Nicola), è stato subito trovato.

E’ questo il suo momento, e Marco, state certi, non perderà occasioni per mettersi di nuovo in mostra agli occhi della gente che mai come adesso sta dalla sua parte. Quel vecchio cacciatore di Marco ha capito bene che in questo momento può prendere due piccioni con una fava: da un lato con la sua azione repressiva può accontentare la gente che chiede sempre più legalità, dall’altro sfrutta le ansie della gente per togliere terreno da sotto i piedi ai suoi avversari. Angelino docet.

Non c’è dubbio che quel vecchio gufo di Marco vorrà finire il lavoro appena iniziato, e se lo scopo è quello di togliere voti e denaro, in vista delle prossime elezioni, ai suoi nemici, a prossima ca cci ‘’ngappa, se due più due fa quattro, non potrà che essere Cosenza.

GdD




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