Unical e Mediterranea più “povere”, cresce Catanzaro

Il Miur pubblica le tabelle con la ripartizione delle risorse destinate agli atenei per il 2017. Arcavacata perde 1,6 milioni, Reggio Calabria 124mila euro. Alla Magna Graecia 1,2 milioni di euro in più rispetto al 2016

Sale Catanzaro, il cui Fondo di finanziamento ordinario cresce di oltre 1 milione di euro rispetto al 2016. Scendono gli atenei di Arcavacata e Reggio Calabria. L’assegnazione degli Ffo adesso è ufficiale, sigillata dalla pubblicazione delle tabelle con la ripartizione di una mega torta da 6,982 miliardi di euro.
Questi gli importi a disposizione delle università calabresi, che si calcolano sommando la quota base, la quota premiale, il totale perequativo e i fondi stazioni per i piani straordinari docenti per il 2017: all’Unical vanno in totale 94,3 milioni di euro; alla “Magna Graecia” 40,8 milioni; alla Mediterranea di Reggio Calabria 27,7 milioni (troverete le tabelle da scaricare in allegato, in calce al servizio). Il Miur mette in evidenza i discostamenti rispetto al 2016 che si riferiscono all’assegnazione iniziale (la quota base più quella perequativa): è qui che l’Unical “perde” 1,6 milioni di euro e la Mediterranea 124mila euro, mentre l’università di Catanzaro guadagna quasi 1 milione e 200mila euro.

I FONDI Le tabelle pubblicate mercoledì, a seguito della registrazione della Corte dei conti, fanno riferimento alle seguenti voci del Fondo di finanziamento: quota base, quota premiale, risorse perequative (per un totale di 6,272 miliardi di euro). A queste si aggiungono le assegnazioni per i piani straordinari di reclutamento docenti varati nel corso degli ultimi anni (237,2 milioni di euro), la quota 2017 relativa alla programmazione triennale (43,8 milioni di euro) e l’assegnazione dei 55 milioni di euro agli atenei a compensazione della cosiddetta no tax area a decorrere dal 2017. Per un totale di 6,6 miliardi di euro. Le tabelle relative alle voci ulteriori dell’Ffo (fra cui dottorati, fondo giovani, risorse per la ricerca di base, risorse da destinare ai docenti) saranno pubblicate entro il mese di settembre. Per un totale finale di 6,982 miliardi.

LA NO TAX AREA Quest’anno per la prima volta sono stati distribuiti con l’Ffo anche i fondi per la no tax area, la novità prevista dalla legge di bilancio per il 2017 che consente agli studenti con Isee fino a 13.000 euro di essere esonerati dal pagamento delle tasse e garantisce tasse “calmierate” a chi ha un Isee fra 13.000 e 30.000 euro. Si tratta di 55 milioni. Di questi,  20,73 milioni  (37,7%) vanno al Nord, 13,2 milioni (24%) vanno al Centro e 21,07 milioni (38,3%) vanno al Sud. Per la distribuzione delle risorse è stato applicato il criterio della legge di bilancio 2017, che prevede il riparto in proporzione alla percentuale di studenti attualmente esonerati dalle tasse moltiplicati per il costo standard per studente in corso del rispettivo ateneo.

LA DISTRIBUZIONE I dati indicano una sostanziale ‘tenuta’ dei finanziamenti ricevuti dalle singole Università grazie alla clausola di salvaguardia fissata dal Ministero, che prevedeva un tetto massimo di riduzione del 2,5% rispetto al 2016. Tetto che non è stato toccato: il decremento massimo registrato è dell’1,94%. Fra le novità che hanno inciso sulla distribuzione del fondo di quest’anno, ci sono l’aggiornamento dei dati sulla qualità del reclutamento e l’attuazione del criterio dell’autonomia responsabile. Per la prima volta le variazioni di performance degli atenei sono state valutate anche sulla base di due indicatori da loro scelti a fine 2016 in relazione a didattica, ricerca e internazionalizzazione. Agli atenei è stata data la possibilità di ‘scommettere’ sulle loro peculiarità formative o di ricerca.  Con un incentivo per le Università del Sud e del Centro. Le prime, a parità di risultati nei miglioramenti sugli indicatori scelti per didattica, ricerca o internazionalizzazione, si sono viste attribuire un coefficiente aggiuntivo del 20% mentre le seconde hanno avuto un coefficiente aggiuntivo del 10%. Le novità di quest’anno hanno portato 21 atenei ad ottenere un Ffo 2017 superiore rispetto al 2016, di cui 11 al Sud (Bari Politecnico, Università di Catanzaro, Napoli Parthenope, Università degli studi de L’Aquila, Università degli studi della Campania ‘Vanvitelli’, Università di Bari, Università Chieti-Pescara, Università del Molise, Università di Foggia, Università del Sannio, Università di Salerno), 7 al Nord (Università di Bergamo, Milano Bicocca, Piemonte Orientale, Università di Ferrara, Università dell’Insubria, Milano Statale, Sissa di Trieste) e 3 al Centro (Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Università per Stranieri di Siena).

(FONTE CORRIERE DELLA CALABRIA)




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