“TAMBURINARI ‘I ‘NA VOTA” ( Nostalgia del mio piccolo mondo antico )

di Franco Blefari

Due foto di “tamburinaru e grancasciaru” scattate a distanza di sessant’anni.

Che emozione rivedere in occasione della festa del SS. Rosario, dopo 60 anni, ” ‘nu tamburinaru ‘i Màrtoni” ( Giorgio Silipo, primo nelle due foto ) che era interprete abituale di quelle feste religiose che si consumavano in quel mio paese di gesso! Allora venivano in massa, senza alcun invito dalla confraternita, e, appena arrivati in paese, bivaccavano davanti ai negozi di generi alimentari di Peppi ‘u Lica, Gianni ‘u Rizzu, Gimmi Dama, Ntonuzzu Blefari (mio padre) dove venivano rifocillati anche dai passanti durante il periodo della festa. Mettevano in tasca tutto, olive in salamoia, mortadella a tranci, perché non c’era ancora la macchinetta affettatrice , avanzi di altre colazioni consumate in fretta, “ossa i porcu, cosi c’acitu. aringhe e sarde salate”. Regalavano a tutti una marcetta che diceva “Mbìviti ‘nu litru / ‘ìi chigli ‘i quattru sordi / e mbivitigliu tuttu / e vidi chi ti fa” in cambio di qualcosa da mettere sotto i denti.Ma stamattina Giorgio, vedendomi davanti alla chiesa, non mi ha chiesto niente di tutto quello che veniva loro offerto una volta, ma, con fare professionale,” ‘u grancasciaru “, anche lui nella foto, mi ha chiesto soltanto un’offerta. Dicevo, che emozione rivederlo dopo più di mezzo secolo! anzi 60 Kg di frittole ( e altri panini imbottiti) fa! E chissà quante bottiglie di vino, che venivano loro regalate da quella gente semplice di una volta del mio paese che, ad ogni festa, li accoglieva sempre con il sorriso sulle labbra e, qualche volta, anche con un bel piatto fumante di maccheroni fatti in casa.( Per la serie “Nostalgia del mio piccolo mondo antico”)

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