D’Attorre: «Non è scontato il sostegno a Oliverio»

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Oggi a Milano per un’iniziativa di partito, domani a Lamezia Terme per la prima assemblea regionale di Sinistra Italiana. Alfredo D’Attorre torna in una regione che conosce bene. È qui che per anni ha guidato il Pd calabrese ed è sempre qui che Bersani lo ha “paracadutato” per un seggio alla Camera.
D’Attorre, ha di nuovo voglia impegnarsi in Calabria?
«In realtà non sono mai venuto meno al mio mandato. Domani si insedia il comitato promotore di questo nuovo partito che comprende Sel, fuoriusciti di Pd e Rifondazione comunista più reti e associazioni».
L’ennesimo partito che lotterà per sopravvivere all’ombra del Pd?
«Pensiamo che in Calabria lo spazio lasciato dal Pd sia enorme, c’è bisogno di sinistra popolare e meriodionalista. L’obiettivo non è fare un piccolo partitino. Nel medio periodo puntiamo a sostituire i dem».
Ma il Pd occupa la quasi totalità delle istituzioni…
«A tenere assieme il Pd è solo l’esercizio del potere. Quando la parabola Renzi si esaurirà è inevitabile che centro e sinistra si dividano. È fin troppo facile prevedere che ci sarà una riorganizzazione del sistema politico».
È un giudizio che tocca anche la Calabria?
«Non mi pare che qui il Pd esprima proposte e favorisca una partecipazione dal basso. Il rischio è che faccia sempre peggio. Noi siamo preoccupati dalla china che sta prendendo il governo regionale. L’elezione di Oliverio aveva sollevato grandi speranze di cambiamento, oggi il rischio è che si pieghi ad un accordo di basso profilo con Renzi, accettando lo schema del Partito della Nazione e quindi l’ingresso in Regione di alcune forze che ben conosciamo».
Lei parla come se fosse estraneo a quel mondo. Eppure è stato la guida del Pd per diversi anni…
«In quel periodo mi sono ritrovato a gestire una situazione con personalità complesse. L’azione di rinnovamento che ho cercato di mettere in atto ha toccato il livello dei circoli e alcuni segretari provinciali. Ovviamente la fase politica in cui mi sono ritrovato ha frenato il processo di rinnovamento».
Adesso lei è fuori dal Pd e si pone a capo di un partito che vuole fare opposizione al governo nazionale e regionale…
«Non confonderei i piani. In Calabria dico subito che non siamo interessati a un ingresso in giunta, pur consapevoli del fatto che Gianni Speranza non ha avuto il riconoscimento che meritava. Vogliamo, semmai, svolgere un ruolo di stimolo critico all’interno della maggioranza che siede in consiglio regionale».
Nucera sarà il vostro rappresentante o le ruggini col gruppo dirigente di Sel impediranno il matrimonio?
«Nucera ha manifestato interesse per il progetto di Sinistra italiana».
Cosa rivendicherete nei confronti di Oliverio?
«Il gruppo dirigente di SI chiederà un confronto al governatore non sugli assetti ma sull’indirizzo programmatico. Allo stato non è scontato il sostegno a questa maggioranza senza una svolta che oggi non si vede. Oggi il Pd sembra più interessato a recuperare vecchi arnesi come Ncd, verdiniani e, addirittura, Loiero».
È un giudizio tranchant…
«Oliverio non ci pare determinato a difendere l’autonomia della Calabria nei confronti di un governo che non sta dimostrando rispetto nei confronti di questa regione. Domani Renzi a Reggio farà l’ennesima passerella ma credo che nessuna poi percepisca l’esito di queste visite. La Calabria viene utilizzata come passerella ma non percepisce nessun cambiamento in materia di sanità, infrastrutture e lavoro».
Alle amministrative di giugno correrete in contrapposizione al Pd, si può dire che il divorzio è alle porte?
«Il balletto messo in atto dal Pd a Cosenza è indecoroso. Se ci fosse uno scatto d’orgoglio, se prevalesse un’anima di sinistra, si proverebbe a costruire un vero centrosinistra attorno alla figura di un medico impegnato nel sociale come Valerio Formisani. Ma questo Pd pare più attratto dal mondo dei fratelli Gentile».

(fonte Corrieredellacalabria.it)

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