‘Ndrangheta: guardiania come segno di potere, 4 arresti

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Operazione carabinieri nel reggino, estorsioni a agricoltori

Imponevano la guardiania a proprietari di terreni agricoli e contadini, non tanto per un vantaggio economico, quanto per manifestare “pubblicamente” il loro potere sul territorio di Sinopoli, Procopio e Lanciano, nel reggino. E’ quanto emerso da un’inchiesta condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che stamani ha portato all’esecuzione di quattro arresti. Nei loro confronti il gip distrettuale ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. I particolari dell’operazione saranno resi noti dal procuratore Federico Cafiero de Raho nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 al Comando provinciale dei carabinieri.

Terreni per un valore di 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri dal Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta “Guardiano” che stamani ha portato a quattro arresti. Si tratta, in particolare, di fondi che gli arrestati avrebbero sottratto illecitamente alle loro vittime. Dalle indagini, avviate dal Nucleo investigativo dei carabinieri nell’ottobre 2015 e che si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, è emersa l’appartenenza di uno degli indagati, con ruolo di vertice, alla cosca Alvaro di Sinopoli ramo “carni ‘i cani”. L’inchiesta avrebbe fatto luce sul “sistema della guardiania”, applicato diffusamente dalle cosche nei territori di “competenza”, quale “tassa” nei confronti di chi abbia un potenziale reddito. Grazie alla collaborazione di alcune vittime, è stata accertata che in alcuni casi gli indagati arrivavano alla “spoliazione” della proprietà, costringendo le vittime a vendere i propri fondi a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato. Fondi che stamani sono stati sequestrati.

Terreni per un valore di 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri dal Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta “Guardiano” che stamani ha portato a quattro arresti. Si tratta, in particolare, di fondi che gli arrestati avrebbero sottratto illecitamente alle loro vittime. Dalle indagini, avviate dal Nucleo investigativo dei carabinieri nell’ottobre 2015 e che si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, è emersa l’appartenenza di uno degli indagati, con ruolo di vertice, alla cosca Alvaro di Sinopoli ramo “carni ‘i cani”. L’inchiesta avrebbe fatto luce sul “sistema della guardiania”, applicato diffusamente dalle cosche nei territori di “competenza”, quale “tassa” nei confronti di chi abbia un potenziale reddito. Grazie alla collaborazione di alcune vittime, è stata accertata che in alcuni casi gli indagati arrivavano alla “spoliazione” della proprietà, costringendo le vittime a vendere i propri fondi a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato. Fondi che stamani sono stati sequestrati

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