Mar. Mag 18th, 2021

Pino, stroncato da un male incurabile, lascia un grande vuoto negli appassionati di ciclismo. Formidabile corridore da dilettante con oltre cento vittorie, da professionista conquistò la maglia bianca dal Giro D’Italia del 1981. Negli ultimi anni era diventato famoso anche come pittore

 

COSENZA – Era malato da tempo Pino. Aveva passato molti mesi a Milano per curarsi da quel maledetto tumore alla testa che alla fine non gli ha lasciato scampo. Destino beffardo il suo, visto che a stroncargli la vita è stato lo stesso male che si portò via suo padre Francesco, capostipite di una famiglia di ciclisti nei quali Pino ne fu il protagonista indiscusso e a tutt’oggi rimarrà il più grande ciclista cosentino di tutti i tempi. Ha lottato Pino, ci ha provato…. fino ad una fredda e piovosa serata di inizio maggio che se l’è portato via a soli 56 anni.

Pino Faraca

Già maggio, proprio il mese che per eccellenza dopo le classiche nel nord, dai il via alle grandi corse a tappe e a quel Giro d’Italia nel quale Faraca seppe ritagliarsi il suo momento di gloria all’inizio degli anni 80. Difficile, gli dicevano tutti, che un calabrese possa emergere in uno sport tradizionalmente appannaggio di regioni nel quale la bicicletta è quasi un mito. Ed invece Pino Faraca, grande passista e scalatore, non solo riuscì a raggiungere il professionismo dopo aver stravinto centinaia di corse da dilettante, ma al suo primo anno da professionista conquistò la maglia bianca, ovvero quella che premia il ciclista più giovane in testa alla classifica arrivando davanti a ciclisti come Moreno Argentin e Giuseppe Saronni che gli anni successivi scrissero la storia del ciclismo italiano. Quel magico 1981 Faraca arrivò 11 gareggiando con campioni del calibro di Moser, BaronchelliBontempi. E proprio l’8 tappa di quel giro, segno del destino, prevedeva l’arrivo Cosenza dopo 202 km con partenza da Sala Consilina. Sembrava destinato ad una carriera ricca di successi… ma la fortuna gli voltò le spalle, visto che durante il Giro degli Appennini, a seguito di una rovinosa caduta, Faraca restò in coma per oltre una settimana. Addio mondiali per Pino che continuò ugualmente a correre da professionista fino al 1986, quando decise di ritirarsi. Dopo aver venduto in città biciclette da corsa a grandi e piccini, scoprì e coltivò il secondo amore della sua vita: la pittura. Lui che si era diplomato al liceo artistico, dipinse diversi quadri e divenne anche molto apprezzato, fino ad aprire una galleria d’arte nel centro storico della sua Cosenza che stasera è ancora più triste.

(fonte QuiCosenza.it)

 

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