ANTONIMINA (RC): PELLE “IL SINDACO ALZA LA VOCE E NON RISPONDE ALLA MINORANZA SUL FUTURO DELLE TERME”

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Chi alza la voce, chi interrompe, chi non fa parlare e devia dagli argomenti oggetto di confronto, oltre a difettare di stile, non vuole o non sa argomentare. Non rispetta il prossimo, abusa del suo ruolo, alza il tono di voce per sovrastare gli altri e soprattutto non risponde all’interrogazione presentata riguardante il futuro del paese. E’ il caso del sindaco  di Antonimina Condelli che a una precisa e importante interrogazione proposta dalla minoranza, riguardante l’avvenire gestionale delle terme, non ha fornito alcuna delucidazione in merito.  Non ha minimamente risposto all’interpellanza, ed è ora evidente perché abbia voluto negare la seduta consiliare aperta alla partecipazione dell’intera popolazione adducendo: “non intendo dare spazio a personaggi per fare reclami”. Ha voluto evitare che tutti sapessero che non esiste un progetto, un’idea definita e attuabile subito, per risolvere la grave situazione, garantendo serenità lavorativa e certezza della retribuzione ai dipendenti. Lo stesso sindaco ha preferito spostare la discussione su avvenimenti passati, tra l’altro già ampiamente trattati in precedenti consigli comunali. Questo gli ha consentito di non rispondere all’interrogazione che era incentrata sostanzialmente sulla futura strategia  gestionale delle terme (e non soltanto sui titoli di proprietà), argomento importante e vitale non solo per la comunità Antoniminese, ma anche per l’intero territorio Locrese, essendo la stessa risorsa termale di valenza comprensoriale e regionale. Ma il sindaco non solo non ha sfiorato la questione, (futuro delle terme, bando, privatizzazione, ecc.),  ma nel momento in cui il consigliere di minoranza Pelle ha chiesto la parola per formulare il proprio intervento, incentrato sull’interrogazione oggetto di convocazione, lo stesso Condelli  lo ha ripetutamente interrotto costringendolo a troncare.  E non è la prima volta che il primo cittadino usa questa strategia. Le costanti interruzioni e le varie battute sarcastiche, “per conquistare questa poltrona state facendo un danno”, mirano a sviare il problema, a non discutere serenamente e costruttivamente sugli argomenti che la minoranza ritiene centrali per la comunità di Antonimina. E’ da precisare anche che quanto sostenuto nell’ultima seduta di consiglio dal  sindaco, e non oggetto di interrogazione, non solo risulta non veritiero, ma fuorviante. Ci si domanda perché lo faccia? L’opposizione pensa che non sapendo definire la problematica terme, non avendo un progetto globale e di lungo termine, non  riuscendo costruttivamente a comunicare con l’amministrazione comunale di Locri, il sindaco preferisca non esprime la sua idea, la sua visione e quindi non diffonde il suo programma. Ma  tenta, con poca scaltrezza, di addossare le intere responsabilità gestionali alla precedente amministrazione. Infatti espone i consuntivi a partire 2007 e omette di commentare i consuntivi dal  2002 al 2006,  quando  allora il sindaco era proprio lui. Ed è proprio in quel periodo che i due sindaci di Antonimina e di Locri hanno chiesto alla Prefettura un commissario per l’adeguamento dello statuto. Il Commissario Prefettizio dott.ssa Nicolò, non solo elaborò lo statuto, ma gestì le terme tra il 2006/2007 e a conclusione del suo mandato,  nella relazione conclusiva, così si espresse: “Sin dal momento dell’insediamento ho registrato una complessa, preoccupante e deficitaria situazione finanziaria”. Tale preoccupazione scaturiva non soltanto dal non pagamento da parte dell’ASL, ma anche dai rendiconti negativi degli anni precedenti, (gestione Condelli), da lei stessa approvati. In consiglio il sindaco ha affermato che il Commissario Prefettizio non ha riscontrato negatività finanziarie (debiti), ma soltanto criticità gestionali. Bisognava anche che il sindaco nella seduta di consiglio comunale spiegasse come mai in questi due ultimi anni le terme, malgrado una programmazione molto enfatizzata nei consigli comunali di Locri e Antonimina, avessero registrato un quadro finanziario negativo, e a causa di ciò l’assemblea consortile  avesse deciso di locare/privatizzare le terme.

Il gruppo di opposizione in consiglio comunale, non voleva  comunque assolutamente entrare in polemica, ma conoscere il progetto di breve e lungo termine della maggioranza sulla futura gestione termale, ed eventualmente contribuire a formulare insieme una buona programmazione. Peccato che così non sia stato.

Il lettore che intendesse  approfondire l’argomento lo può fare leggendo la delibera di consiglio comunale del 10/05/2016  e i documenti allegati. Da questi può evincere  sia la sostanza dell’interrogazione proposta dalla minoranza, l’assenza di una risposta, e riscontare e valutare i modi grossolani, affatto adeguati e irrispettosi che si vivono ed emergono durante i consigli comunali a presidenza Condelli.

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