Camorra: la partita Avellino-Reggina nel mirino della Dda

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Una nuova inchiesta sul calcio-scommesse ha portato oggi all’arresto di 10 presunti affiliati a un clan di Camorra a Napoli, mentre un giocatore di Serie A è indagato. Lo riferiscono fonti investigative e giudiziarie. L’inchiesta, basata anche su alcune intercettazioni, è relativa a due partite di Serie B giocate nel 2014, Modena-Avellino e Avellino-Reggina, che secondo la Direzione Distrettuale Antimafia sarebbero state alterate.

Sette persone sono state portate in carcere, altre tre sono agli arresti ai domiciliari, tutte sono accusate tra l’altro di associazione di stampo mafioso e considerate affiliate al clan “Vanella Grassi”. Secondo gli inquirenti, l’organizzatore delle combine sarebbe stato Umberto Accurso, già arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver ordinato ad aprile un attacco a colpi di kalashnikov contro la caserma dei carabinieri nel quartiere di Secondigliano. Tra gli indagati ci sono tre calciatori che giocavano nell’Avellino, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, dicono le fonti. Il più noto è Armando Izzo, giocatore del Genoa e convocato per gli Europei 2016. Non è stato possibile per il momento avere un commento Da Izzo né dal club sportivo. Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano.

Le partite per le quali la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ipotizza il reato di frode sportiva. La prima è Modena-Avellino del 17 marzo 2014; la seconda è Avellino-Reggina del 25 maggio dello stesso anno.

Secondo gli inquirenti Antonio e Umberto Accurso, entrambi ritenuti esponenti del clan “Vanella Grassi”, avrebbero promesso 200.000 euro e poi consegnato materialmente 30.000 euro al calciatore Francesco Millesi, attraverso l’intermediario l’ex calciatore Luca Pini. Millesi avrebbe utilizzato tale somma – sempre secondo l’accusa – per corrompere altri giocatori; in particolare, avrebbe “influito” su Maurizio Peccarisi per favorire la rete del Modena contro l’Avellino in conformità dell’accordo illecito. Sulla partita gli Accurso avrebbero scommesso 400.000 euro, guadagnandone 60.000.

Per quanto riguarda l’altro capo di imputazione, relativo alla partita Avellino-Reggina, Antonio Accurso è accusato di aver offerto 50.000 euro, consegnati sempre attraverso Luca Pini a Millesi che li avrebbe utilizzati per corrompere giocatori della Reggina non identificati e favorire la vittoria dell’Avellino sulla quale lo stesso Accurso aveva scommesso 400.000 euro guadagnandone 110.000.

Una sconfitta in trasferta che allontanava il traguardo degli spareggi per salire in serie A, una vittoria in casa che lo riavvicinava: e’ la sintesi del film delle due partite dell’Avellino ora sotto inchiesta da parte della Dda di Napoli, per sospetti di frode sportiva. Modena-Avellino del 17 maggio 2014 si chiude con la vittoria degli emiliani per 1-0: il gol arriva a inizio secondo tempo, con Bianchi che a porta vuota colpisce di testa sul rimbalzo dalla traversa, da un precedente colpo di testa. Nel primo tempo, il Modena aveva protestato per un mani in area dell’avellinese D’Angelo. Finale con due occasioni per il pari dell’Avellino, ma i tiri escono di poco. Una settimana dopo, la squadra campana batte la Reggina gia’ retrocessa 3-0: primo gol al 32′ del primo tempo (Fabbro), poi nel secondo al 28′ e al 32′ il vantaggio cresce (Galabinov e Ciano). Le cronache segnalano che la Reggina mando in campo molti giovani, lasciando fuori i veterani. A fine stagione, l’Avellino non raggiungerà comunque i play off per la promozione in serie A, il Modena sì.

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