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CASO PLATI: UN ANNO PRIMA ERA PREVEDIBILE QUANTO SUCCESSO.

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di Ilario Ammendolia-

Ritengo utile riportare uno stralcio del mio articolo pubblicato sul “IL Garantista” all’indomani della Leopolda.

“Renzi, durante i lavori della Leopolda, ha nominato Anna Rita Leonardi candidata sindaco di Platì.
I re di Spagna nominavano i vicerè . Oggi, la Costituzione italiana sancisce che la sovranità appartiene al popolo. Non formalmente ma sostanzialmente! Un buon governo è quello che fa tutto quanto è in suo potere affinché il popolo- e solo esso- venga messo in condizioni di esercitare la sovranità popolare.
La “Leopolda” è un luogo rispettabilissimo ma non è il senato romano. Renzi è il capo del governo ma la Calabria non è ancora una selvaggia ed oscura provincia dell’Impero. E’ una regione della repubblica italiana dove nessuno ha il diritto di scriverci sopra “hic sunt leones” tradotto ad oggi “qui ci sono i mafiosi” e quindi qui non valgono le regole della democrazia…

Anna Rita Leonardi, per quel poco che la conosco, è una ragazza perbene, intelligente e vivace e le fa onore la sua volontà di occuparsi di Platì. Ci sono mille modi, tutti dignitosi, coerenti ed onorevoli, per farlo. Tenga conto che un buon sindaco è una sintesi della storia, dei travagli, di amarezze, di frustrazioni, di lotte, di speranze, di passioni di un popolo. Il sindaco deve essere carne, sangue e nervi di una comunità !Non si può inventare in laboratorio e neanche alla Leopolda. Del resto le nomine esterne, nel contesto attuale non vanno mai bene. L’ultimo regalo che il PD ci ha fatto è stato quello di Rosy Bindi, che della Calabria non si è mai occupata se non per parlare- inutilmente- di ndrangheta quasi avesse vinto il concorso nei carabinieri.
Sono sicuro che Renzi non avrebbe mai utilizzato lo stesso metodo, né argomenti più o meno analoghi per presentare il candidato a sindaco di Sesto S. Giovanni, di Forlì, di Rimini o di Aosta.
Avrebbe avuto il timore di offendere l’orgoglio e la dignità di un popolo e del suo stesso partito. In Calabria è diverso. Egli ha avuto modo di toccare con mano la (in)consistenza del Pd . Inoltre ha una idea assolutamente distorta e sbagliata ma non è colpa sua del popolo calabrese. E’ il frutto avvelenato dei cortigiani che non fanno bene alla Calabria e non fanno bene al PD.
E’ molto rischioso farsi pubblicità utilizzando la ndrangheta . Renzi, parlando della vicenda della Boschi, ha detto che non si strumentalizzano i morti. Assolutamente giusto! E’ valido anche in Calabria. Non si utilizzano i morti ammazzati per criminalizzare la Calabria e per far un po’ di pubblicità alla Leopolda.”

Purtroppo i fatti ci hanno dato ragione.

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