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CONCLUSO IL RESTAURO AL CASTELLO DI STILO

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Ugo FRANCO – Dopo più di due anni di lavori di restauro, il castello normanno di Stilo, sec. XI, posto sul crinale del monte Consolino è stato riportato al suo vecchio splendore. Il sopralluogo finale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria, guidata da Margherita Eikeberg, ha dato parere favorevole alla chiusura del cantiere. Il “controllo” finale è stato fatto nella chiesetta, ubicata nella zona alta del castello dove sono stati portati alla luce interessanti affreschi. A spiegare gli interventi condotti è stata l’archeologa, Anna Arcudi, che ha detto, <<I lavori si sono conclusi e c’é stata l’approvazione dei funzionari. È stato un lavoro di restauro conservativo per fare in modo che i lacerti d’affresco possano essere visionati e, possibilmente, sarebbe interessante poter approfondire le immagini d’affresco che in diversi punti sono ancora visibili. Da sottolineare che i lacerti sono dei piccoli frammenti e si possono riscontrare disegni che raffigurano parti anatomiche che ci fanno pensare alla raffigurazione di Santi. Sicuramente – ha concluso – è necessario che siano interpretati e dei pannelli spiegativi potrebbero aiutare molto i turisti che giungono fin qui>>.

Turisti che già stanno salendo sulla cima del monte Consolino per conoscere questo manufatto che racconta ed emana tanta storia, legata alle vicende di Stilo e degli stilesi. Fra i tanti episodi l’assedio dei saraceni che costrinse gli stilesi a rifugiarsi all’interno del castello. Il califfo Ibrahim Ibn Ahmad, nel 982, partì dalla Sicilia alla conquista della Calabria bizantina. Prima di giungere a Stilo e dare inizio all’assedio, gli stilesi  si rifugiarono  tra le mura del castello risalendo il monte attraverso l’unica via scomoda che andava percorsa in fila indiana. Proprio per la difficoltà di raggiungere la sommità del Consolino, allora monte Stilo, il califfo decise di mantenere un lungo assedio per far arrendere gli stilesi “aggrediti” dalla fame. Così non fu perché le donne che avevano partorito fornirono il latte necessario per fare formaggi che catapultarono nell’accampamento saraceno. Il califfo non capì lo stratagemma e abbandonò l’assedio perché convinto che il cibo non mancava nel castello. Poi, altre vicende storiche iniziate nel 1072 quando, Ruggero il Normanno migliorò la fortificazione del castello per la sua posizione strategica su tutta la vallata Stilaro tanto da resistere agli svevi, angioini, aragonesi, alle intemperie e giungere fino a noi.

Oggi, per raggiungere il castello si può utilizzare il trenino che viaggia sulla monorotaia progettata e costruita in concomitanza del restauro. Sono trecento metri lungo la sconnessa e scomoda scarpata percorsi seduti ad ammirare il meraviglioso panorama sulla valle che spazia tra la locride e Capo Rizzuto. Una visita che chiunque giunge nella vallata Stilaro non può perdere.

Tra pochi giorni, da quanto ha fatto capire il sindaco Giancarlo Miriello, ci sarà l’inaugurazione della monorotaia per renderla fruibile ai turisti per la stagione estiva.

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