GIOIOSA JONICA: ‘PERTANTO ACCUSO’, LA BRUTTA STORIA DI UNA CARCERAZIONE INGIUSTA

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ANCHE ANDREA CAMILLERI CREDETTE SUBITO NELLA SUA INNOCENZA.
IL NOTO SCRITTORE MICHELE CACCAMO NEL SUO LIBRO “PERTANTO ACCUSO. FARO’ DELLA MIA INNOCENZA UNA PUBBLICA RAGIONE” RACCONTA LA BRUTTA STORIA DI UNA CARCERAZIONE INGIUSTA”.
ALL’EPOCA DELL’ARRESTO IL MONDO DELLA CULTURA ITALIANA ED ESTERA E PERSONAGGI COME ANDREA CAMILLERI CREDETTERO DA SUBITO NELLA SUA INNOCENZA ED ONESTA’.
A causa di una accusa falsa, Michele Caccamo nel 2013 finisce in carcere, vittima della ndrangheta e della malagiustizia.
Fortunatamente, dopo alcuni anni di ingiusta detenzione, il caso si è risolto con una assoluzione con formula ampia in primo grado.
Di questa brutta storia -“che potrebbe capitare a chiunque”- Michele Caccamo, noto scrittore e poeta, ha scritto il libro “Pertanto accuso, farò della mia innocenza una pubblica ragione”.
Il libro è stato pubblicato pochi giorni fa ed è stato presentato a Gioiosa Jonica presso Palazzo Amaduri sabato 21 maggio a cura del Club Unesco diretto da Nicodemo Vitetta e con il patrocinio del Comune (per l’occasione rappresentato dall’assessore Lidia Ritorto).
Ha relazionato Ilario Ammendolia “Il fatto che una persona venga tenuto in carcere e poi la Cassazione dice ‘non doveva essere carcerato’ è una vera e propria carcerazione preventiva che è qualcosa di aberrante perchè la persona da quel momento viene degradata, vive in cattività, gli si toglie non solo la libertà ma anche la dignità”.
E’ intervenuto anche Rocco Femia, ex-Sindaco di Marina di Gioiosa Jonica, recentemente scarcerato dopo cinque anni di detenzione: “Io come tutti gli altri credo che vogliamo giustizia e verità. Non vogliamo che si prosegua nell’errore, si può anche sbagliare però non bisogna continuare a sbagliare e far rimanere in carcere la gente innocente. Mi sono promesso di portare avanti questa battaglia anche se ancora su di me pende una condanna, che mi auguro e non vedo l’ora che al più presto finisca, però dobbiamo essere tutti noi a batterci per questo obiettivo”.
Nel corso dell’evento hanno declamato alcuni passi del libro l’attore regista Mario Sandro De Luca, Danila Porta e lo stesso scrittore.
Nel libro lo scrittore taurianovese (vive a Gioia Tauro) racconta anche fatti drammatici e testimonianze raccolte durante la sua permanenza in carcere, tratta anche dello stato penoso e disumano delle condizioni carcerarie (“ma il carcere di Locri rispetto ad altri istituti è un posto bellissimo, gestito molto bene, una direttrice veramente all’altezza, un comandante donna veramente in gamba e poi le guardie che sono degli angeli, e ve lo posso assicurare”) e si sofferma sul problema della custodia cautelare: “Credo che vada fatta una fortissima riflessione sull’abuso della custodia cautelare, che così com’è non va se non per i reati contro la persona. E’ un abuso che si potrebbe definire come una anticipazione di pena o un vero e proprio sequestro di stato”.
Michele Caccamo -conosciuto come il Poeta della Fratellanza- sin dal momento dell’arresto è stato difeso a spada tratta dal mondo della cultura che aveva creduto della sua innocenza, conoscendolo e apprezzandolo per per la sua onestà, per la sua arte poetica riconosciuta oltre i confini italiani. Ad iniziare dalla sua casa editrice, la casa David e Matthous, per proseguire con personaggi come Andrea Camilleri, Laura Arconti, Achille Occhetto, Cristina Matranga, Aldo Nove, Susanna Schimperna ed altri esponenti della cultura mondiale.
“Farò della mia innocenza una pubblica ragione. La mia assoluzione, la mia innocenza dovrà diventare bandiera per tutti gli abusi che vengono perpetrati contro la libertà delle persone”:
Il servizio va in onda oggi sui TG di Telemia.

 

nota a cura della Consulta delle Associazioni

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