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GIUSTO PARLARE DEL DEGRADO DI SAN LUCA SUL PALCO DEL 1° MAGGIO A ROMA?

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Dal 1990, quello in Piazza San Giovanni nel cuore di Roma con il Concertone del Primo Maggio, è un appuntamento irrinunciabile per centinaia di migliaia di spettatori. Organizzato da iCompany e Ruvido Produzioni l’evento, presentato da Luca Barbarossa, anche quest’anno ha avuto inizio alle ore 15.00 ed è termiato intorno a mezzanotte. Per chi non è potuto essere presente a Roma per l’occasione, Raitre ha trasmesso la diretta tv, quasi integralmente. Tassime le band di fama internazionale che si sono succedute sul palco. Non sono mancati, tuttavia, parentesi di approfondimento sociale come quella aperta dalla cosiddetta “preside coraggio” Mimma Cacciatore, famosa per il suo operato presso la scuola di San Luca, nella Locride. Un intervento breve, giusto una manciata di minuti per ripercorrere i quattro anni della sua esperienza trascorsa nel paese dell’Aspromonte reggino. Sullo sfondo le immagini dei banchi e delle sedie che volavano giù dalle finestre. Non è, certo, un quadro dai colori pastello quello che emerge di San Luca attraverso le parole della Cacciatore: “Quando sono arrivata nell’agosto del 2011, ricorda, ho trovato una scuola in totale sovversione delle regole, con strutture altamente degradate e un disagio comportamentale in numerosi alunni”. Le sue parole risuonano nella stracolma piazza romana e attraverso i televisori di milioni di italiani, “all’inizio, racconta ancora la preside, i genitori non mi stavano vicini ma poi si, abbiamo intessuto un rapporto di grande collaborazione e quelle donne mi stanno ancora nel cuore. Io quando sono arrivata lì ho trovato una situazione devastante, e all’inizio non sono stata aiutata poi ho trovato tanto aiuto nelle istituzioni sane dello Stato dal ministero all’uffico scolastico regionale, dall’Arma dei Carabinieri al Prefetto di Reggio Calabria Piscitelli, la Provincia e la Regione. A abbiamo costruito insieme una scuola bellissima”. Alla fine c’è spazio per l’ultima considerazione: “io quei ragazzi li ho amati ed ho annullato me stessa per guidarli verso il bene, il buono e la conoscenza. Saranno sempre con me. Se si fa rete e non si resta da soli, se le istituzioni sane si uniscono, anche la Calabria può migliorare e riscattarsi dal degrado e dall’essere indietro. Insieme si può” conclude tra gli applausi dei presenti. Lodevole il messaggio lanciato di una scuola presidio di legalità, ma il palco del concertone era davvero il luogo adatto per sottolineare, ancora una volta, il lato negativo di una terra troppo spesso associata, suo malgrado, alla criminalità?

ALESSANDRA BEVILACQUA

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