NOSSIDE, Poesia, Amore e Tormento. Interessante Convegno a Locri a cura della FIDAPA

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Un interessante Convegno si è tenuto a Locri, presso il Circolo Riunioni, a cura della Fidapa, moderato dalla sua Presidente prof.ssa Marisa Reale De Leo .

Si è sviluppato il tema della contemporaneità e del valore poetico di Nosside, poetessa locrese vissuta in pieno periodo ellenistico. Una critica considerevole –ha sortito la prof.ssa Maria Macrì, relatrice dell’argomento – ha accompagnato nel tempo, la valutazione della poesia di Nosside, valutazione a volte severa o frutto della fantasia moraleggiante di certo classicismo e romanticismo più tedesco che italiano, ma che , in epoca più recente, ha trovato in studiosi quali il Cazzaniga e Gigante, un’interpretazione  più approfondita e completa, da cui emerge a tutto tondo l’altero profilo di una Nosside che racchiude in sè “l’orgoglio di rappresentare, in chiave emulativa -come sottolinea il Prof. Zumbo – la Saffo della sua Locri”.

La pubblicazione del volume Nosside Ed. AGE, 2015, a cura della Fondazione omonima, fornisce un valido contributo ad individuare l’apporto offerto dalla poetessa locrese nell’attuale panorama culturale.

Il libro presenta gli scritti di Giuseppe Dolce, Marialucia Lattuca, Marcello Gigante, Antonino Zumbo, Domenico Paolo Guarneri, Raffaele Speziale preceduti da una prefazione di Maria Macrì.

Dopo i saluti della Presidente della Fidapa Marisa Reale De Leo, prende la parola la prof.ssa Macrì, ricordando le tante attività culturali compiute in questi anni dalla Fondazione Nosside, tra cui il complesso monumentale a Nosside sulla piazza del lungomare locrese, la costituzione di una Pinacoteca di Arte contemporanea, la pubblicazione di due cataloghi, ecc. e, soprattutto, nel presente, la pubblicazione di questo volume su Nosside, sostenuto in ogni modo dal presidente della fondazione stessa Dott. Prof. Tommaso Lentini.

La relatrice, mette in risalto, come, nell’attuale periodo, sia cambiata la percezione che si ha di Nosside. Internet è il termometro della fortuna di un nome nel nostro tempo e basta aprire un motore di ricerca per ricevere elenchi di siti dedicati a Nosside. Solo Google ne fornisce 691.

La sensibilità nuova è da ricercare nel cambiamento dell’interesse specifico con il quale, di recente, gli studiosi hanno affrontato l’oggetto del loro studio, attraverso cioè una metodologia interdisciplinare da cui trarre tutte quelle indicazioni e riferimenti necessari, per concludere che dei dodici epigrammi di Nosside arrivati fino a noi, nel panorama letterario della poesia della Magna Grecia, la poetessa, nonostante le poche reliquie pervenute, è figura di primo piano: ella si impone per il suo piglio sicuro, che ben si adatta al genere epigrammatico usato, concentrando termini e concetti, rendendoli reali, istantanei e loquaci.

Per Nosside l’Eros è il valore assoluto e incontrastato che domina la sua vita, e da felicità e appagamento. L’io corporeo si presta ed è basilare per una corretta conoscenza di sé. Ma l’intimità, conduce anche ad avere contatto con la Società, generato dagli sguardi, sentimenti che si mescolano con gli altri in una tensione positiva, una comunione di intenti che “ mira alla individuazione della personalità femminile”. 

Il relatore successivo dott. Salvatore Mongiardo si sofferma sulla presenza di Saffo, vissuta tre secoli prima di Nosside e descrive le vibrazioni fortissime che  lei avverte nel vedere un bel viso, una chioma, un fulgore di uno sguardo, senza ipocrisia e infingimenti.

Per la prima volta, la donna esprime le proprie emozioni e il proprio sentire.

In confronto “Nosside è controllata, audace ma castigata, ed è pure dispensatrice di Eros inteso come scambio di amorosi sensi. Eros che accende il desiderio di amore che vuole essere corrisposto. Eros come forza divina che, attraverso la bellezza del corpo, connette l’anima alla forza universale del desiderio, la bellezza del dare e ricevere. Le donne, sulla base dei principi pitagorici – sulla base di Saffo e di Nosside – “oggi possono aiutare le altre donne sfruttate e dominate a liberare ed esprimere il loro desiderio, acquisendo quella libertà necessaria per sbocciare ed aprirsi alla coscienza universale.

 

Maria Macrì Direttore Artistico Pinacoteca e Museo delle Arti

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