Paolini: «Noi non firmeremo delibere nottetempo»

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Nella giornata dedicata alla legalità, Paolini, Nucci e Mazzuca parlano del ciclone giudiziario che si è abbattuto su Cosenza. E rivendicano il loro ruolo di vera opposizione a Occhiuto. Stoccate al Pd: «Non può darci lezioni di etica»

Nella giornata nazionale della legalità e della memoria rivolta al ricordo di Giovanni Falcone, la costola della minoranza che, durante l’amministrazione Occhiuto, ha rivendicato di aver costituito l’opposizione più intransigente avoca a sé il ruolo svolto e i propri meriti. «No. Non è il giorno della mia celebrazione – spiega Sergio Nucci, leader di Buongiorno Cosenza, in conferenza stampa – poiché, rendendo pubblica una mole non indifferente di atti (15637 tutti quelli rintracciabili sul sito del polo civico Buongiorno Cosenza, ndr) ho compiuto solo ciò che era giusto fare, sostituendomi ad un Ente che, diciamo, aveva scordato di pubblicarli. Questo – ha aggiunto – grazie soprattutto ai volontari che si sono prestati a tale lavoro facendo luce sugli atteggiamenti equivoci, chiamiamoli così, di cui si parla in questi giorni. Figurarsi che c’è chi, per questo, mi ha tolto il saluto». 
Una formula elegante per sottolineare un “io c’ero” in tempi in cui di ciclone giudiziario che aleggiava dalle parti di Palazzo dei Bruzi non se parlava tantissimo. Chi invece non usa il fioretto nell’affrontare la questione è uno dei registi della campagna elettorale di Paolini, Giuseppe Mazzuca. «Quella di Occhiuto non era l’isola felice che si voleva far credere, bensì un agglomerato di situazioni anomale. Una lista di atti, quella resa fruibile online dal lavoro certosino di Sergio, che ha dato la possibilità a giornalisti e investigatori della Guardia di finanza di approfondire le carte. D’altronde anche io stesso, come presidente della commissione di Garanzia e Controllo, avevo inoltrato documentazione alle Fiamme Gialle. Quando si venne a sapere subii tentativi di intimidazione noti a tutti». Il dirigente del Pse, nello svelare poi una piccola grande novità in caso di vittoria dell’avvocato forgiatosi alla scuola politica di Marco Pannella – «istituiremo una delega alla Trasparenza e gli atti rimarranno consultabili per tutti e 5 gli anni della consiliatura, non per 10 giorni come si è verificato in molti casi» – torna giù duro sull’ex sindaco Mario Occhiuto: «Se un dirigente fa in una notte 61 determine, aveva il dovere di bloccarlo, altrimenti era complice». Sebbene la conferenza sia monotematica alcune domande dei cronisti presenti fanno scivolare gli astanti su altri argomenti. Immancabili le stoccate al Pd locale: «C’è corrispondenza di amorosi sensi fra il sindaco uscente e la coalizione di Guccione, si scambiano domande ma l’unico vero quesito è: “Possibile non fare mai una gara pubblica al Comune di Cosenza?”». E a quello nazionale. In particolare al vicepresidente dei democrat: «Guerini è confuso (in visita in città a sostegno di Carlo Guccione qualche ora prima, ndr) – tuona sempre Mazzuca – non può darci lezioni di etica” e al ministro Elena Boschi: «Io voterei no alla riforma costituzionale, da vero partigiano», copyright di Enzo Paolini che un sassolino vuole toglierselo anche per ciò che concerne il paragone fatto qualche giorno addietro da Guccione fra i verdiniani di oggi e gli uomini della «destra liberale che appoggiò Mancini senior nel 1993», battezzato «fuori contesto». L’avvocato lascia, come accaduto in altre circostanze pubbliche, molto spazio ai suoi uomini riservandosi il finale e confessando di avere come punti di riferimento due libricini “simbolo”: la Costituzione («leggete l’ultimo comma dell’articolo 54 dove recita che chi esercita la funzione pubblica deve possedere disciplina e onore, altro che avvisi di garanzia», dirà) e l’intervista sulla questione morale rilasciata da Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari. Da un lato loda poi l’attività politica «di Sergio e Giuseppe che, negli ultimi 5 anni, hanno svolto un lavoro ficcante. Siamo noi a poter parlare di questi temi perché non abbiamo doppia morale e non facciamo determine nottetempo» e dall’altro anticipa delle novità in caso di vittoria alle urne. «Informeremo i cittadini su questioni importanti della comunità, finanche documentandoli in anticipo sul Bilancio, elimineremo badge e tornelli e taglieremo le auto blu agli assessori, meglio che i bus per i disabili abbiano carburante». Ma il tempo da dedicare ai giornalisti è scaduto, Paolini riprende il suo intenso tour elettorale cittadino. Altro giro, altra corsa.

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