Gio. Ago 11th, 2022

L’’atto di indirizzo in base al quale dovrebbe venire scritto il nuovo accordo a livello governativo relativamente ai servizi di guardia medica territoriali, è stato oggetto di valutazione e discussione tra i capigruppo di maggioranza (dr. Alessandro Martelli) e minoranza (dott. Franco Romeo) del comune di Ardore, convocati dal sindaco Giuseppe Grenci, che ha raccolto in questi giorni perplessità e critiche che da più parti sono state sollevate in questi giorni in merito alla prevista convenzione che legherebbe medici di famiglia, di guardia e del 118 al servizio sanitario nazionale.

Nella riunione si sono toccati i punti salienti del testo, approvato da Regioni e Governo e già avallato dalla Fimmg, nei quali, in sostanza, si prevede un cambiamento per certi versi epocale. La guardia medica infatti, non lavorerebbe più tra mezzanotte e le 8 nei giorni feriali e tra le 20 e le 8 nei festivi, cosicchè i pazienti della nostra zona sarebbero costretti a rivolgersi al 118 oppure al pronto soccorso dell’ospedale di Locri per i loro problemi. Le ragioni di questa modifica che mira a istituire aggregazioni funzionali territoriali, per alcuni versi condivisibili, finiscono però, nei nostri territori, a penalizzare pesantemente l’assistenza nelle zone più periferiche.(*)
Sarebbero grandi gruppi di medici di famiglia che lavoreranno insieme, talvolta proprio nella stessa sede, per essere in grado di dare assistenza continua per 16 ore ai cittadini. Quando mancherà il proprio medico, i pazienti ne troveranno infatti un altro che dovrebbe conoscere perfettamente la loro situazione sanitaria. Ma, per far funzionare queste aggregazioni funzionali territoriali che dovrebbero essere in grado di fare accertamenti diagnostici leggeri, necessiterebbero anche infermieri e saranno necessarie anche le guardie mediche, per gli interventi a domicilio e non solo.

 

L’atto di indirizzo che non stanzia nessuna risorsa, prevede il taglio della guardia medica notturna e l’uso improprio del 118 in quella fascia oraria. Quel servizio si dovrebbe occupare di altro, cioè dell’emergenza e urgenza già così precaria, e non solo per motivi geografici,  nel nostro territorio .

E’ chiaro che se tale progetto dovesse essere attuato,  per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso e i medici del 118 dovrebbero occuparsi anche di patologie di primo livello, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente a cui il 118 può salvare la vita.

Si evidenzia inoltre che il 118, la cui attività è indispensabile anche per trasferimenti urgenti di degenti con patologie gravi dal nosocomio di Locri verso strutture ospedaliere di secondo livello, si trova già spesso in difficoltà per il contemporaneo utilizzo di tutte le unità disponibili e pertanto è un servizio che andrebbe rafforzato e non indebolito con funzioni aggiuntive non pertinenti.

 

Analizzata la situazione della sanità nella nostra zona, si ritiene che la scomparsa del servizio notturno di guardia medica, creerà ulteriori problematiche nella Locride e specialmente nelle comunità dei territori interni con un ulteriore ed insostenibile carico di lavoro per il Pronto soccorso, che già oggi, è ai limiti delle sue possibilità prestazionali.

 

Le notizie delle ultime ore, che pare lascino intendere un ripensamento del Governo su tale situazione, speriamo possano riportare equilibrio e qualità assistenziali migliori specialmente nella nostra zona, già così fragile sotto tutti i punti di vista.

 

(*) In base a dati dell’Annuario del ministero della Salute e relativi al 2012, in Italia ci sono circa 20 mila medici di guardia medica di cui 12.000 titolari e 8 mila precari. Complessivamente le guardie mediche effettuano ogni anno 15 milioni di visite, una ogni 4 abitanti; di questi 15 milioni circa 1/5 viene effettuato tra le 24 e le 8 di mattina, quindi andrebbero a carico del pronto soccorso (le restanti sono effettuate dalle 8 di sera alle 24).

 

Giuseppe M. Grenci , sindaco

Franco Romeo, capogruppo minoranza

Alessandro Martelli, capogruppo di maggioranza

 

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