Mar. Gen 19th, 2021

E’ finita con un blitz delle swat dei carabinieri, sotto il coordinamento del nucleo investigativo la latitanza dell’ultimo ricercato dell’operazione Minotauro che nel 2011 portò in carcere circa 150 presunti affiliati alla ‘ndrangheta in Piemonte. I carabinieri hanno, infatti, arrestato a Torino il latitante Vincenzo Femia, 42 anni, nato a Gioiosa Ionica il 11.9.1972. Femia, appartenente all’omonima ‘ndrina di Gioiosa Jonica, deve scontare 7 anni, 3 mesi e 21 giorni di reclusione per i reati di rapina, violazione leggi sulle armi e detenzione fini spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo si nascondeva in un appartamento nella zona nord di Torino ed è stato fotografato dai Carabinieri mentre usciva sul balcone per rinfrescarsi dal caldo.
Nel marzo 2013 era stato arrestato scoperto a Chianocco, in località Pavaglione, incastrato dagli incontri con un suo staffettista che gli consegnava la spesa e ritirava i pizzini per i suoi familiari. Tre anni fa, furono proprio gli abitanti di Chianocco a segnalare il fatto ai carabinieri, vista la continua presenza dell’amico fidato di Femia, che portava sempre cibo e altre cose in una casa di Pavaglione che all’apparenza era disabitata. Il covo era stato seguito giorno per giorno con certosina meticolosità, e su di esso sono state puntate telecamere. L’arresto è avvenuto quando, sentendosi ormai sicuro, il latitante è uscito allo scoperto. Nel novembre 2013, lo stesso Femia era stato però scarcerato, perché assolto dal Tribunale di Torino. Nel maggio 2015, la Corte d’Appello ribalta la sentenza sull’inchiesta Minotauro e lo condanna. Il 12 maggio 2016, la Cassazione conferma la pena del secondo grado, la procura generale di Torino emette l’ordine di carcerazione, ma Femia Vincenzo si rende irreperibile. La sua fuga dura perà solo un mese. Ancora una volta il calabrese è stato incastrato per colpa di un balcone e, probabilmente, dell’afa di questi giorni.  Nell’ambito della stessa operazione è stato denunciato per favoreggiamento un italiano di 26 anni, che lo avrebbe ospitato nella sua abitazione di Torino.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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