4 Dicembre 2020

Se ne vanno in tre, Cosimo Alecce, Giuseppe Agostino, e Massimo Sculli lasciano la dirigenza del Locri, che registra altri forfait dopo le dimissioni del presidente Dario Marando. Con una lunga nota, gli  ormai tre ex dirigenti del Locri scrivono, senza specificare, che è arrivato il momento “per vari motivi” di farsi da parte.

Dopo aver espresso le proprie sensazioni e le proprie emozioni culminate con la promozione in Eccellenza, per quella che resta “una esperienza unica”, i tre aggiungono che “nel momento in cui abbiamo deciso di non poter più proseguire, ci siamo sentiti in obbligo di comunicarlo a chi ci ha sempre sostenuto, apprezzato e criticato. Vogliamo innanzitutto ringraziare chi ci ha reso tutto ciò possibile, la famiglia Spadaro Paolo e Antonio che per primi ci hanno spinto, insieme a mister Silvano, in questo sogno, che per molti sembrava utopia. Vogliamo ringraziare i dirigenti di prima esperienza, Sinibaldo Bartone, Bruno Vita, i magazzinieri Mimmo Cuscunà e Mario Sabatino, Mimmo Zappavigna che c’è sempre stato accanto non risparmiandosi mai, il ds Barbaro ed il dg Tropea. L’Eccellente presidente Dario Marando, Leo Modafferi, Rosario Patti e l’instacabile segretario Pasquale Portulesi. Il mister Carella, il secondo Mimmo Quattrone, preparatore dei portieri Piero Martelli, il preparatore atletico Ilario Capocasale, il massaggiatore Mimmo Cusato, tutti i calciatori susseguiti nel tempo, Sandro Schiavello e tutto il settore giovanile, senza uno solo dei quali nulla sarebbe possibile”.

Con quest’ultimo atto ufficiale “Intendiamo fare un grossissimo in bocca al lupo alla nuova dirigenza fatta da persone in gamba e competenti che sicuramente faranno il meglio e daranno lustro ai colori amaranto” e quindi ecco un ringraziamento ai tifosi. Alecce, Agostino e Sculli concludono dicendo che “nonostante non saremo più presenti in organigramma, il cavallino alato sarà sempre scolpito nel nostro cuore, ed amaranto sarà per sempre il nostro cuore”.

Il Locri, pertanto, si ritrova senza tre dirigenti. E’ evidente che qualcosa non sta andando per il verso giusto in casa amaranto. E la cosa desta molte perplessità.

(fonte Quotidiano del Sud)

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