ELEZIONI COSENZA | Guccione sicuro: «Abbiamo sorpassato Occhiuto»

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Fine di campagna elettorale col botto per il candidato sindaco. «Loro sono quelli delle determine lampo, noi quelli della trasparenza». Torna il progetto di una “grande città” declinata sul welfare. Sul palco anche Oliverio: «La Regione è con Carlo»

COSENZA «La nostra è la più grande rimonta elettorale nella storia delle amministrative. Abbiamo messo la freccia del sorpasso. E si vede già da stasera che siamo così tanti, mica abbiamo bisogno di photoshop come ha fatto qualcuno per truccare le foto della piazza». Seduto sul palco delle grandi occasioni, a due passi due dal quartier generale del sindaco uscente, debitamente sbarrato, Carlo Guccione picchia duro nell’ultimo atto del sua campagna elettorale. Bersaglio preferito, senza mai nominarlo, il competitor Mario Occhiuto. E usa anche le stesse identiche parole di un mese addietro quando – andando incontro alle esigenze di un’Alleanza civica progressista in grosse difficoltà per l’abbandono di Lucio Presta – davanti i cronisti convocati per una conferenza stampa lampo disse: «La vittoria è possibile già al primo turno». D’altronde in piazza Kennedy si respira un’aria frizzante fra i suoi sostenitori giunti numerosi per l’occasione. Candidati, aficionados, quasi tutti i big della politica locale che lo supportano, il presidente della Regione che gli siede di fianco. Prima fila di poltroncine, dietro un muro di gente. Si inizia in grosso ritardo rispetto la tabella di marcia, quasi 45 minuti dovuti a un altro appuntamento elettorale nella città vecchia. Un arco temporale che consente ai supporter delle altre piazze, e viceversa, di venire a sbirciare lo stato dell’arte dell’appuntamento.
Guccione si toglie la giacca, mette in bella mostra le bretelle rosse («un gesto scaramantico, ormai sono conosciute ovunque», scherzerà), e si lancia all’attacco. «In questi cinque anni – dice – solo marginalizzazione e decadenza per Cosenza. Solo amici degli amici. Solo incarichi e affidamenti diretti, proprio come fatto in una quarantottore d’agosto con 62 determine partorite. Noi invece puntiamo a legalità e trasparenza, ci siamo impegnati davanti un notaio per far si che non ci siano mai più affidamenti diretti, ci sarà una procedura limpida affidata a terzi. Qualcuno –continua – sta cercando di falsare il voto in città. Chi ha armato quella persona con 20 certificati elettorali non suoi? Chi compra voti a via Popilia?».
Ma Carlo Guccione, alla sciabola, alterna anche fasi progettuali dell’idea che è stata il leitmotiv della sua campagna, ovvero la “Grande Cosenza”. Declinata sul welfare («diecimila i cosentini ai limiti della povertà, non lasceremo indietro nessuno»), il centro storico («entro 30 giorni dal mio insediamento invieremo dossier a Bruxelles e inseriremo il problema dell’abbandono di Cosenza vecchia nel piano Juncker»), il nodo delle grandi opere. Dal nuovo ospedale («all’Annunziata, creeremo invece una cittadella della sanità territoriale», annuncia inoltre) alla metro. Senza però dimenticare le opere avviate dall’ex sindaco Occhiuto: «Non era sua l’idea del Ponte di Calatrava ma di Giacomo Mancini, non era sua l’idea di piazza Bilotti che ha sfregiato trasformandola in ecomostro».
Mario Oliverio, invece, che durante l’intervento osservava compiaciuto la platea non disdegnando saluti sparsi, parte a rilento. Calibra le sue parole strutturandole intorno alla bontà della possibile filiera istituzionale fra governo nazionale, regionale ed, eventualmente, quello cittadino col “Patto per la Calabria” stipulato col premier. Rivendica il lavoro fin qui svolto nella Cittadella regionale. «Un processo reale di crescita quello avviato, siamo partiti inchiodati a parametri esclusivamente negativi, ora siamo riusciti anche ad evitare di perdere oltre il 50 % delle risorse derivanti dalla programmazione comunitaria». Per poi concentrarsi, e infiammarsi, anche lui sulle opere che faranno della città dei Bruzi la “Grande Cosenza”. Come la Metrotramvia («che renderà più confortevole e attraente Viale Parco») e il nuovo ospedale di Vaglio Lise («abbiamo individuato il sito senza interessi da caldeggiare, verrà realizzato entro la fine della legislatura, nel 2019, mentre l’Annunziata non l’abbiamo dimenticata fra i concorsi per il personale e la nuova Pec»). Tutti progetti che hanno impattato, cala il carico Oliverio col «sindaco dei no» dice di Occhiuto incapace di «guardare al merito e alla utilizzazione delle risorse». Insomma, “la Grande Cosenza” è «a portata di mano e la città deve ambire a tornare guida dei processi di trasformazione della regione». La kermesse viene ovviamente conclusa dal candidato sindaco Guccione, giusto il tempo di affermare, fra le altre cose, come «noi siamo il futuro, loro gli interessi personali». Le lancette, d’altra parte, corrono. Bisogna lasciare spazio al cantautore Giuliano Palma che intratterrà la piazza e raggiungere la vicina piazza Santa Teresa dove c’è la chiusura della campagna firmata dalla lista “Prima Cosenza” ispirata da Luca ed Ennio Morrone. Non prima però di lanciare fra la sua gente, quasi fosse uno streaptease, le ormai celebri bretelle rosse. Perché un Carletto così non si era mai visto.

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