IL SINDACO GIOVANNI CALABRESE RISPONDE AL MOVIMENTO POLITICO LOCRINASCE SULL’AMPLIAMENTO DEL CIMITERO DI LOCRI

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Il sindaco della Città di Locri, Giovanni Calabrese risponde al presidente LocRinasce, dottor Raffaele Ferraro e  al coordinatore del Movimento Locrinasce prof. Roberto Filippone dopo la loro lettera aperta sulla questione dell’ampliamento del cimitero di Locri.

Il primo cittadino, rivolgendosi al movimento politico, nel suo dettagliato intervento scrive: «Gentilissimi presidente e coordinatore, scusate per la franchezza, ma la Vostra  nota sembra essere stata redatta da soggetti che fino ad oggi hanno vissuto sulla luna e, pertanto, disconoscono le difficoltà amministrative locali e l’evoluzione normativa della pubblica amministrazione in termini di investimenti privati nel settore pubblico.

Nel caso specifico, è noto a tutti, vivi e morti,  che il cimitero cittadino rappresenta una delle criticità ataviche della città di Locri.

Purtroppo, le varie amministrazioni che nel corso degli anni si sono succedute non sono riuscite, non hanno avuto la forza, non hanno voluto o potuto affrontare con giusta convinzione e determinazione la situazione del cimitero, non riuscendo, conseguentemente,  a dare giusto e stabile decoro al luogo sacro dove riposano i nostri defunti.

Inoltre, il degrado all’interno del cimitero si è accresciuto a causa della realizzazione selvaggia ed abusiva di tombe e cappelle che sono state costruite anche lungo i viali cimiteriali con la chiusura degli stessi e manifesto disagio per i visitatori.

Davanti a tutto questo scempio il Vostro problema è il recupero del cimitero cittadino ed il necessario ampliamento dello stesso attraverso lo strumento del project financing.

Non vi è dubbio che, per l’economia di un paese avanzato (o che si suppone ancora tale!) come il nostro,  la realizzazione di infrastrutture costituisce elemento di primaria importanza, non solo per l’ovvia incidenza diretta sul Prodotto Interno Lordo, ma anche perché permette di creare quelle condizioni, idonee a stimolare il  sorgere di nuove imprese. Per le pubbliche amministrazioni, sempre più pressate tra progressiva riduzione delle risorse finanziarie disponibili da un lato, e richiesta di nuove infrastrutture e di servizi da parte dei cittadini, dall’altro, il partenariato pubblico-privato sembra essere “una scelta obbligata più che un orientamento strategico”.

Relativamente al project financing per l’ammodernamento della nostra area cimiteriale l’Ente nei mesi scorsi ha acquisito un’istanza proveniente dai soggetti privati e che al momento è al vaglio dei competenti uffici comunali e delle autorità di vigilanza.

Si tratta di uno strumento finanziario, con cui l’amministrazione potrà costruire e mantenere, a cura della controparte, opere per pubblici servizi. L’impresa assegnataria, selezionata con gara pubblica attraverso l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, provvede alla progettazione e si assume ogni rischio. L’opera rimane di proprietà dell’ente pubblico. L’affidatario assume il rischio della costruzione e della gestione tecnica dell’opera . L’amministrazione affida all’operatore privato, sulla base di uno specifico contratto, l’attuazione di un progetto per la realizzazione e per la gestione del relativo servizio. Ciò implica la predisposizione di una complessa operazione, nella quale debbono coesistere, in tutto o in parte diversi elementi.

Le recenti riforme che hanno interessato il settore delle autonomie locali con l’introduzione del cd federalismo hanno collocato la tematica della finanza di progetto in una posizione di centralità nel quadro della politica di potenziamento infrastrutturale dell’Europa, le cui linee fondamentali sono tracciate nel Libro bianco sulla politica comune dei trasporti all’orizzonte del 2010. Alla espansione del mercato della finanza di progetto e più in generale alla crescita di interesse verso le formule di partenariato pubblico- privato ha corrisposto la creazione di strutture istituzionali (c.d. task force) volte a favorire sia la diffusione della cultura del partenariato nelle pp.aa. sia ad agevolare e monitorare il concreto sviluppo delle iniziative di project financing nel nostro Paese, specie con riguardo alle grandi opere.Ci riferiamo anzitutto alla Unità tecnica Finanza di progetto, istituita, nell’ambito del Cipe, dall’art. 7 della legge 17 maggio 1999, n. 144, con il compito di:

  • promuovere, all’interno delle pubbliche amministrazioni, l’utilizzo di tecniche di finanziamento di infrastrutture con ricorso a capitali privati;
  • fornire supporto alle amministrazioni: nell’attività di individuazione delle necessità infrastrutturali idonee ad essere soddisfatte tramite la realizzazione di lavori finanziati con ricorso al capitale privato, in quanto suscettibili di gestione economica; alle commissioni costituite nell’ambito del Cipe su materie inerenti al finanziamento di infrastrutture;
  • assistere le amministrazioni: nello svolgimento delle attività di valutazione tecnico-economica delle proposte presentate dai soggetti promotori ai sensi dell’art. 37-bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e ss.mm.ii. 2; nell’attività di predisposizione della documentazione relativa ad operazioni di finanziamento di infrastrutture tramite capitale privato; nell’attività di indizione delle gare e dell’aggiudicazione delle offerte da essa risultanti. Per il perseguimento di tali finalità istituzionali, l’UFP, ai sensi dell’art. 3 della delibera Cipe 9 giugno 1999, n. 80, recante il “Regolamento istitutivo dell’Unità tecnica Finanza di progetto”, svolge le seguenti attività:
  • organizzazione e prestazione di servizi di consulenza tecnica, legale e finanziaria a favore delle pubbliche amministrazioni interessate all’avvio di progetti di investimento in regime di finanza di progetto;
  • realizzazione di attività di comunicazione per la promozione delle tecniche di finanziamento con ricorso a risorse private volte a diffondere tali tecniche nell’ambito delle pubbliche amministrazioni;
  • individuazione dei settori di attività suscettibili di finanziamento con ricorso a risorse private, con indicazione delle specificità tecniche, amministrative e finanziarie inerenti a ciascun settore”.

In parole povere si vuol significare che la recente disciplina è tutta orientata verso tale opzione che non può suscitare scalpore o indignazione.

Si tratta di nuovi strumenti, da tempo adoperati altrove, che assolutamente non aumentano l’indebitamento per l’Ente. Tutt’altro in quanto il ricorso al capitale privato con la remunerazione da parte dei cittadini interessati tiene indenne il bilancio comunale. Corretto compito dell’Amministrazione sarà quello di verificare le tariffe al fine di evitare possibili speculazioni a danno del cittadino.

Nel caso specifico l’intervento del privato in un settore cimiteriale non può che portare benefici data la lunga anarchia che lo ha contrassegnato e può essere un modo per assicurare dignità e il dovuto rispetto a coloro che hanno concluso la loro “esperienza terrena”.

Si coglie l’occasione per ringraziare per i consigli forniti ma non si può far meno di evidenziare come in tempi di “vacche grasse”, che hanno visto codesto sodalizio al governo della città, nulla è stato fatto per il cimitero e si è abdicato ad ogni forma di controllo e gestione.

In ogni caso la situazione cimiteriale sarà al vaglio di discussione in Consiglio Comunale dove avremo modo di ascoltare le istanze dei consiglieri che degnamente vi rappresentano».

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