Movimento LocRinasce: ampliamento cimitero di Locri

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Sig. Sindaco, sigg. Assessori, sigg. Consiglieri tutti,

la questione dell’ampliamento del cimitero si sta ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica a seguito della soluzione individuata e deliberata dalla Giunta per quest’annoso problema. Il Movimento LocRinasce, valutando l’iniziativa inadeguata e inadatta alla situazione socio-economica della città, auspica una scelta più oculata e ne motiva le ragioni. Lo strumento del Project Financing non appare consono alla comunità di Locri che è già sottoposta alla massima pressione tributaria e impositiva, per le ben note vicende legate al piano di riequilibrio del quale ancora non si conosce nemmeno l’esito. Con il Project Financing, infatti, l’Ente pubblico si accollerebbe un debito che gli cadrebbe addosso solo alcuni anni dopo la realizzazione dell’opera e che come tale non entrerebbe nei bilanci correnti di gestione.

In tale quadro di riferimento, delegare tramite il suddetto strumento contrattuale un operatore privato all’ampliamento del cimitero, cedendogli la gestione della struttura per contratto affinché possa recuperare il capitale comprensivo di remunerazione nel corso degli anni, è un’operazione che non va negli interessi dei contribuenti.  A tale riguardo, l’Amministrazione, per acquisire contezza di com’è orientata l’opinione pubblica, dovrebbe effettuare un regolare incontro con i cittadini o meglio ancora sarebbe un referendum.

Tra le altre cose, si legge nella delibera di Giunta che “questo Ente si riserva di affidare a soggetti esterni specializzati il compito di supporto al RUP in considerazione della complessità del Project Financing dell’intervento”; in buona sostanza, questo significa che agli oneri per il pagamento dell’Impresa si aggiungeranno altre spese per le consulenze necessarie.  Veramente, per essere pratici, il cimitero di Locri non è di portata e importanza monumentale tali da poterlo paragonare, per esempio, al Verano di Roma e quindi non si capisce dove sta la complessità, o per meglio dire, la complessità si capisce dove sta, ma non è quella laconicamente citata dalla Giunta; essa risiede in gran parte nello strumento che si vuole adottare cioè proprio nel Project Financing. Questo tipo di contratto, infatti, oltre a prefigurare quanto già detto in termini d’indebitamento, ha intrinsecamente una tale complessità che richiede consulenti esterni per la sua gestione. Ma gli oneri che si prospettano non finiscono qui; in base a com’è congegnato e a come sarà reso contrattualmente fruibile per legge, il Project Financing, in difetto dell’atteso ritorno economico verso l’imprenditore privato, prevede, a compensazione, l’intervento finanziario del Comune.

Se, ad esempio, sulla scia di quanto comincia a verificarsi in molte città, i cittadini, quanto più tardi è possibile e facendo i dovuti scongiuri, sceglieranno per la sepoltura la cremazione, le entrate per l’Impresa non saranno quelle attese, perché diminuiranno le inumazioni e le tumulazioni. In conseguenza di ciò a compensazione delle mancate entrate all’operatore privato, dovrà provvedere l’Amministrazione comunale, tassando ulteriormente i cittadini. Pertanto, ribadendo che il lavoro da fare al cimitero di Locri è d’importanza intrinseca modesta e che le soluzioni alternative possono essere altre e meno onerose di quella proposta, non si capisce la ragione per la quale si dovrebbe ricorrere al Project Financing che è lo strumento economicamente più penalizzante per la comunità.  Certo, il Comune deve dare risposte, adeguando i servizi alle necessità dei cittadini, ma lo stato attuale della situazione economico/finanziaria non gli conferisce capacità d’indebitamento; pertanto verrebbe da chiedersi, ad esempio, il motivo per cui, in occasione della scelta delle opere da effettuare con i Fondi dello Sviluppo della Locride, recentemente, non si è pensato a questo problema, piuttosto che a destinare il finanziamento ottenuto, di un milione di euro, al marciapiede di Via Matteotti che, tutto sommato, non è in condizioni peggiori delle altre Vie più o meno importanti della città. Ma ormai la scelta inappropriata è stata fatta e bisogna trovare un’altra fonte di finanziamento che si concili con le reali esigenze dei cittadini e, possibilmente, che non determini il passaggio a un privato della struttura cimiteriale per un periodo che, in base al contratto da stipulare, potrebbe superare i trent’anni. A tal proposito, il Movimento ribadisce ancora una volta che le Amministrazioni più avvedute sono quelle che riescono a fare le cose utilizzando al meglio le risorse pubbliche disponibili, non quelle che ricorrono puntualmente a privati facendo crescere sempre di più il disavanzo e cedendo a tutti gli effetti i beni pubblici a operatori interessati. Infine, a titolo puramente informativo, si può riferire di città che hanno adottato il Project Financing per l’ampliamento del cimitero, facendo lievitare il costo di un loculo anche del 100%; in pratica, per sopperire alle richieste del gestore privato che ha effettuato l’intervento, il loculo che prima costava mille euro, dopo dell’”operazione”, è arrivato a costare anche duemila.

Proseguendo così nella gestione della cosa pubblica, il privato non si rivela competitivo per ragioni economiche o di professionalità, ma perché, col passare del tempo, l’amministrazione pubblica va perdendo qualsiasi competenza, limitandosi a fare una speciosa funzione politica che non è certo il migliore obiettivo per la comunità. Nel nostro caso, il finanziamento utile per l’ampliamento del cimitero potrebbe provenire da fonti regionali e/o da contributi della costruenda Città metropolitana, lasciando la gestione della struttura cimiteriale all’ente pubblico e senza gravare ulteriormente sui cittadini che a volte, anche per disattenzione dovuta a comprensibili impegni di lavoro e di famiglia, hanno la sola colpa di essere troppo acquiescenti alle scelte discutibili della politica. Infine, il Movimento, alla luce di quanto si sta verificando e dell’urgenza manifestata dall’Amministrazione comunale per l’ampliamento del cimitero, vuole sperare che attualmente esista un’anagrafica aggiornata dell’occupazione dei colombari (loculi) e di tutte le componenti di sepoltura soggette a concessione a tempo determinato; solo i dati di questa quantificazione certificata potrebbero giustificare l’urgenza dell’ampliamento richiesto.

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