Processo Leonia: chieste 16 condanne

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Ammontano a quasi due secoli di carcere le richieste di condanna invocati al termine di una lunga requisitoria:

Sono richieste di pena pesantissime quelle avanzate dai pm Giuseppe Lombardo e Rosario Ferracane per gli imputati del procedimento Leonia , che ha svelato come il clan Fontana fin dal 2002 abbia messo le mani sulla Leonia, su mandato del direttorio   di clan divenuto espressione della trasformazione della ‘ndrangheta in città. Oltre a Fontana sono stati chiesti dai pm 28 anni di carcere per Bruno De Caria, direttore operativo della Leonia, considerato dagli inquirenti l’indispensabile elemento che tecnicamente ha permesso alla ‘ndrina di gestire la municipalizzata.

Ventisei sono gli anni di condanna chiesti per i figli Antonino e Francesco Fontana, 21 per Giuseppe Carmelo Fontana, 20 per Giandomenico Fontana. Sette anni e sei mesi sono stati chiesti invece per Giuseppina Suraci, mentre è di 6 anni di carcere la richiesta avanzata per Eufemia Maria Sinicropi. Quattro anni e sei mesi sono stati chiesti per Giuseppe Palizzotto e Giorgio Sturiti, mentre è di tre anni di carcere la richiesta avanzata per Giuseppe Scaturchio. Per Andrea Antonio Galìmi la richiesta è di 2 anni di reclusione, mentre un anno e sei mesi di carcere è stato chiesto per Loredana Falcomatà e Salvatore Emanuele Galimi. Infine, è di un anno di carcere la richiesta avanzata per Paolo Laganà e di 8 mesi quella per Domenico Siclari.

Ma i pm hanno anche chiesto l’assoluzione per Rosalba Di Cristina, Cristofaro Marra, e Antonio Scuncia, tutti accusati di diversi episodi di truffa e peculato, per i quali però non è stata raggiunta «una convincente formazione della prova».

In quattro invece a detta dei pm meritano di finire sotto indagine perché hanno spudoratamente mentito di fronte ai giudici e alle parti e per loro è stata sollecitata la trasmissione degli atti in procura.

 

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