Lun. Mag 23rd, 2022

In  futuro,per via della riforma della costituzione,se al referendum di ottobre dovesse vincere il ‘si’, il senato della repubblica italiana potrebbe diventare un ridicolo organismo dello stato italiano composto da cento tra consiglieri regionali, sindaci e qualche senatore a vita, di tutte le regioni. Insomma una miscellanea di governanti e amministratori locali che avrebbe a disposizione un “dopolavoro” dove trastullarsi con sprechi e clientelismo senza essere disturbati. E’ un disegno questo,concepito,come spesso capita in questo governo Renzi,dal diabolico duetto Verdini-Berlusconi e salutato con apprezzamento dai poteri forti e da Confindustria.Il suo meccanismo perverso che sottrarrà al controllo del Parlamento leggi e provvedimenti del governo,visto che non esisterà più il bicameralismo a contenere il potere del governo stesso,unito ad una legge elettorale altrettanto scellerata,potrebbe spianare la strada verso una nuova dittatura, moderna  con giacca e cravatta e il sorriso sulle labbra. E’ una riforma che dissolve l’identità della repubblica nata dalla Resistenza, e insieme a quella del lavoro,il famoso jobs-act,che in Italia,a differenza della Francia,abbiamo accettato supinamente,sono l’ennesima violenza sulla Costituzione e sui diritti della gente,specie delle masse lavoratrici e soprattutto sulla Democrazia. Una costituzione nata dal sacrificio dei partigiani che ora da lassù e forse ancora qualcuno da vivo, la vedranno stravolta da un governo illegittimo figlio di inciuci e accordicchi e non di sovranità popolare. La carta costituzionale di uno stato,se garantisce libertà,diritti e giustizia sociale va sempre difesa,discutibile o meno, di essa non si può fare uno strumento per consensi,minacciando l’abdicazione. Se Renzi vuole andare a casa,lo faccia adesso,subito,visto che occupa la poltrona più autorevole del governo italiano in modo del tutto ‘abusivo’ senza essere mai stato autorizzato dai cittadini che sono gli unici  a poterlo e doverlo fare.

E’ vero! Anche i comunisti  negli anni ’80 discutevano della opportunità del superamento del bicameralismo, ma è pur vero che  alla soppressione del senato si proponeva di compensare con una legge elettorale di tipo proporzionale che doveva assicurare una totale rappresentanza del paese. La riforma Verdini-Renzi-Berlusconi  con annessa l’italicum,è un perfetto guazzabuglio e non ha nulla in comune con quella idea avanzata dal Partito comunista dell’epoca.

 

Pasquale Aiello

 

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