Gio. Mag 13th, 2021

Cinque medici dell’ospedale di Locri e due di Catanzaro hanno ricevuto un avviso di garanzia, da parte del S.Procuratore presso il Tribunale di Locri, dottor Arcadi (nella foto), perchè, secondo l’accusa, avrebbero agito con “Imperizia, imprudenza e massimamente negligenza, causando lesioni gravi a Giuseppe GIORDANO, cui veniva formulata con estremo ritardo una diagnosi di dissecazione dell’aorta ascendente; patologia che,  proprio per la sua gravità e macroscopicità, normalmente non presenta particolari difficoltà di diagnosi”. I fatti risalgono al 10 marzo 2015. Va detto che il signor Giordano, classe 1936, è deceduto, parecchi giorni dopo un intervento subito presso l’ospedale di Messina, dove venne ricoverato dopo ore di permanenza a Locri e dopo che gli venne negato il ricovero a Catanzaro. Secondo l’accusa,  “Indipendentemente dalle ragioni che possono avere condotto a morte il Giordano parecchi giorni dopo il suo ricovero nella Struttura messinese, non può non osservarsi che il paziente restò presso l’Unità di Pronto Soccorso del P.O. di Locri dalle ore 09:00 alle ore 19:00 del 10.03.15; che la diagnosi di dissecazione aortica fu formulata solo a pomeriggio inoltrato –dopo le 17:10-, e solo a seguito di esame angio tc torace e a dispetto delle consulenze pneumologiche, radiografiche e cardiologiche eseguite nel primissimo pomeriggio di quel giorno; che il Giordano fu trattenuto per tutto il tempo predetto in uno stato precario nei locali del P.S. di Locri, senza –per esempio-essere trasferito in Medicina (significativa, al riguardo, la preoccupazione del medico cardiologo di annotare, in calce al referto delle ore 15.44, la mancanza di posti letto in quel reparto!); che la diagnosi “ritardata” della patologia prospettata dal Giordano recò con sè la conseguenza che restò preclusa la possibilità di utilizzare il servizio di elisoccorso per trasferire il paziente alla Cardiochirurgia di destinazione, costringendo il paziente a sopportare –in stato di incoscienza- un viaggio in ambulanza da Locri a Messina; che a nessuno dei medici che ebbe ad occuparsi a vario titolo del Giordano prima che questi fosse colpito da sincope mentre si accingeva a lasciare l’ospedale, passò per la mente di eseguire (stanti i permanenti dolori toracici)  quell’esame di angio-tac che sicuramente avrebbe rivelato, in un baleno, la grave patologia in essere, permettendo allo sfortunato Giordano di farsi accogliere dal Centro di cardiochirurgia che avesse “voluto” curarlo.Nessuno dei sanitari che venne a contatto col Giordano tenne in conto adeguato la sua qualità di cardiopatico e di conseguenza la necessità che fossero prescritti accertamenti più pertinenti nei momenti che precedettero la sincope del paziente. I Sanitari del Mater Domini di Catanzaro avrebbero potuto ed anzi dovuto procedere a ricoverare presso la loro Struttura il Giordano. ” Sempre secondo quanto scrive il giudice: “Le negligenze, la superficialità e i ritardi anzidetti cagionarono all’evidenza un aggravamento dello stato di salute del Giordano, cui fu reso possibile di essere sottoposto a intervento chirurgico solo alle ore 22.00 (e sino alle ore 04.00 del giorno seguente) di quel 10 marzo.” Una situazione tremenda, quella dell’ospedale di Locri dove, effettivamente, i medici si trovano tra l’incudine  e il martello e dove serve, a salvaguardia della salute pubblica, una radicale inversione di tendenza, per dare dignità al contesto ospedaliero, sicurezza nel lavoro ai medici e nelle cure ai degenti.

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