Caso Edilizia Sociale, sotto accusa dirigenti, imprenditori, il Consigl. reg. Gentile e l’ex Giunta Scopelliti

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È in corso a Catanzaro l’udienza preliminare sul “caso edilizia sociale”, il delicatissimo caso che vedrebbe protagonista un bando da milioni e milioni di euro, bando che, era stato pubblicato, revocato e ripubblicato dopo l’annullamento della prima graduatoria.
Un caso non del tutto chiaro, per questo probabilmente i pm hanno deciso di rinviare a giudizio 9 dei 10 indagati. Tra loro figura l’attuale vice Presidente del Consiglio Regionale ed ex assessore nella precedente Giunta di centrodestra Giuseppe Gentile, ma a rischiare sono anche Giovanni Laganà, dirigente generale e Antonio Capristo, dirigente alle Infrastrutture, tra i rinviati a giudizio figura anche Filippo Arillotta, dirigente dell’avvocatura regionale, e ancora William Grimoli, Giovanni Pianini, Fiore Cava, Antonio Tallarico, Bina Sprovieri.
Per Domenico Pallaria invece, presidente della commissione del bando sull’edilizia sociale, è stata avanzata richiesta di non luogo a procedere.
Durante le prime indagini sul caso erano stati ascoltati tutti i componenti dell’ex Giunta di Giuseppe Scopelliti, i quali spiegarono ai sostituti procuratori il meccanismo con il quale vennero adottati provvedimenti per l’iter della gestione dei finanziamenti.
Il primo bando della Regione per l’edilizia sociale, per un ammontare di 155 milioni di euro, risale al 2008, ed era stato revocato nel novembre 2010, dopo che le graduatorie erano state assegnate ai beneficiari, mentre il 22 dicembre dello stesso anno la Giunta Scopelliti pubblicava un secondo bando, che di fatto “rivoluzionava” le precedenti graduatorie.
Secondo l’accusa si sarebbe proceduto all’annullamento del bando del 2008 proprio intenzionalmente, arrecando danni alle aziende vincitrici, accuse che però ancora a oggi sono tutte da provare e verificare.
Adesso intanto politici, dirigenti regionali, legali rappresentanti di imprese devono rispondere tutti a vario titolo di abuso d’ufficio in concorso e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale o da privato in atto pubblico.

Carlotta Tomaselli

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