L’ARSAC E LA VALORIZZAZIONE DEGLI AMBITI RURALI

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L’ARSAC, Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese, ha capito bene che per rilanciare il settore primario economico dell’agricoltura, non si può prescindere dalla valorizzazione degli ambiti rurali, per frenare lo spopolamento, l’abbandono della terra e il conseguente terribile fenomeno della desertificazione. Diretta dall’ingegnere Italo Antonucci, infaticabile direttore generale molto sensibile alle tematiche di sviluppo del territorio, l’ARSAC è caratterizzata dalla presenza di professionisti di alto livello tecnico – culturale, capaci di cimentarsi, con successo, in svariati campi operativi.  Le iniziative dell’Azienda puntano anche, al recupero delle tradizioni rurali, contadine e al rafforzamento dell’identità culturale del popolo calabrese. E’ con questo spirito che si è decisi di promuovere, anche, fiere, dei prodotti tipici, sagre, mostre e ogni altra iniziativa appropriata, per il centramento degli obiettivi aziendali. Il recupero della festa di Sant’Alfonso dei Liguori, con annessa fiera di prodotti agricoli ed enogastronomici, è la testimonianza dell’azione della preziosa Azienda Regionale. Proprio il primo agosto, a San Marco Argentano, storico centro della riforma agraria e sede di storia, cultura e tradizioni di gran livello, si svolgerà l’evento il cui programma prevede, accanto al momento fieristico, agricolo e artigianale: il saluto del direttore generale Antonucci e dei sindaci di San Marco Argentano e Tarsia; la Santa Messa concelebrata  da Sua Ecc. Mons. Leonardo Bonanno,  Vescovo della Diocesi di San Marco – Scalea, e dal parroco don Sergio Ponzo; la processione solenne; delle dimostrazioni, in ambito zootecnico, con particolare riferimento al campo ippico e cinofilo. Per coinvolgere ancor più il territorio, sensibilizzando le nuove generazioni al recupero delle tradizioni e al ripristino dell’attività agricola, sono stati coinvolti enti ed associazioni del territorio, oltre a un gruppo folkloristico. Aspetti, questi, che in passato erano la caratteristica principale del mondo agricolo e rurale. Testimonianze scritte e orali indicano, infatti, che dopo la mietitura, o la vendemmia, nonostante la fatica, derivante dal duro lavoo, non mancavano momenti di svago, con suoni, balli e canti tradizionali, che non facevano altro che dare impulso alle tradizioni e allietavano il cuore di tutti. La festa di Sant’Alfonso Maria dei Liguori rappresenta, quindi, l’occasione per far rivivere emozioni importanti e serve, anche a ricordarne la figura di vescovo illuminato, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Proclamato santo nel 1839, da papa Gregorio XVI, venne dichiarato dottore della Chiesa nel 1871, da papa Pio IX.

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