Locri riapertura Studio Arkè: mostra “Luce Resinanti – poco prima dell’Aurora”

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mostra luce resinanti

 

Siete tutti inviatati a partecipare alla mostra di “LUCE RESINANTI – poco prima dell’Aurora”  che coincide con la riapertura dello Studio Arkè di Marò D’Agostino. Noi abbiamo bisogno d’arte e l’arte ha bisogno di noi. Lo studio fotografico LUCIA ALTADONNA EVENTS & WEDDINGS PHOTOGRAPHER è stato nominato “Testimonial” per questo evento artistico che si terrà a Locri il 12 luglio alle ore 19:30 in via Matteotti 239.

La mostra rimarrrà aperta dal martedì al venerdì dalle ore 10:00-12:30 e dalle 16:00-19:30

 

 

BIO E VARI LAVORI DELL’ARCHITETTO-ARTISTA Marò D’Agostino: artista fuori da ogni catalogazione e circuito, naturale ed estrema, adopera i materiali creativi con entusiasmo e forza, restando tenacemente defilata dalle ribalte. La mostra di Luce Resinanti coincide con la riapertura dello Studio Arkè, (dal 12 luglio Galleria Arkè) che negli anni ‘90 e fino al primo decennio del 2000 ha costituito una vera rivoluzione nella cultura del territorio calabrese con proposte trasversali, allestimenti, eventi anticipatori di tendenze e filosofie , promuovendo, la cultura del design d’autore nonché diverse sperimentazioni artistiche contemporanee: Sottsass, Mendini, Colombo, Superstudio, il design spagnolo, dai mobili storici di Dalì alle opere dei giovani autori catalani emergenti e il design della luce ( dalle opere di Maurer ai nuovi concetti di luce immateriale) e del vetro (Palterer, Sipek, Atelier Oi), ad artisti e a produzioni artigiane locali originali ovvero ad autori e produzioni che si sarebbero affermati sulla scena internazionale da Serfaty a Loschiavo con Aliante edizioni, a Grcic o al design di punta di quegli anni, con le opere di Starck, Tusquets, Arad, Rashid o Santachiara. Il 12 luglio segnerà un momento particolare della mia vita personale e professionale: dopo controverse riflessioni e valutazioni ho deciso di avventurarmi di nuovo nell’attività dello Studio Showroom ARKè, lo spazio che ho condotto appassionatamente dal 93 fino al 2009, prima che la crisi economica ma soprattutto l’ingente danno causato da terzi al patrimonio della galleria, mi facessero decidere per una sospensione. Ora che la crisi, quella economica e quella culturale, è piena, risulterà probabilmente folle la mia decisione di investire in un futuro che non si prefigura. Ma è proprio questa assenza che mi da l’ardire e il desiderio di tentare, con la consapevolezza che è giusto un impegno ulteriore per il nostro territorio, per noi che lo abitiamo e/o lo amiamo. Ogni “impresa” individuale _ e il termine definisce sia lo statuto dell’impiego che quello dell’impegno_ non può nel nostro tempo, se non formalmente considerarsi tale perché, crollati i presupposti economici e strettamente professionali, restano solo quelli sociali e culturali che possono darle senso: vettori più complessi e articolati che si innescano solo attraverso la condivisione, la solidarietà e la mobilitazione di persone che si stimano reciprocamente e si riconoscono nelle differenze e nella ricerca di soluzioni per il bene comune. Ho la percezione che in particolare nella Locride ed in Calabria, ci sia bisogno di arte, una necessità forse primordiale, arcaica strettamente connessa ad un senso quasi violento e compresso di libertà. E penso che nel malessere di noi che viviamo in questa terra si “conservi” una chiave d’interpretazione alternativa del vivere. L’arte ha bisogno di noi, della nostra natura selvaggia, della profondità del dolore che ancora riusciamo a sentire. Ma servono luoghi non istituzionali che ricerchino o accolgano visioni e voci inespresse e ne stimolino la definizione e le relazioni con la complessità del “fuori”. Questo è il senso che vorrei avesse la Galleria ARKè. Noi abbiamo bisogno d’arte e l’arte ha bisogno di noi…

 

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