MORTE SISINIO ZITO: IL CORDOGLIO SOCIALISTA

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Con il senatore Zito la politica perde un uomo protagonista sempre ed indiscusso ma anche un illustre militante del mondo socialista, come lo definisce Stefania Craxi in una sua nota già sottosegretario agli Esteri e presidente della Fondazione Bettino Craxi. La sua inquieta passione politica, lo portarono a ricoprire, fin dalla giovane età, sia all’interno del partito che nella vita istituzional e della nazione, incarichi di rilievo e di grande responsabilità”. “I suoi cinque anni da condirettore a ‘”MondOperaio’ – prosegue – coincidono con pagine buie e tristi della storia repubblicana e, al contempo, segnano, a partire dal Midas, l’avvio del nuovo corso socialista al quale contribuì con una fervente attività di elaborazione politico – culturale. Autonomista, riformista e craxiano, fu un intellettuale organico che seppe cimentarsi sulle questioni più spinose della società del suo tempo ed i temi del lavoro e del Mezzogiorno, legato a doppio filo come fu alla Calabria ed alla sua terra d’origine a cui dedicò, con encomiabile entusiasmo, tutte le sue forze fino anche dopo la falsa rivoluzione di tangentopoli”. “Lo ricorderemo – conclude Stefania Craxi – come un pensatore vivace che amava perdersi tra les educenti note della musica Jazz”.

 

Un uomo probo e schivo,  lo definisce invece il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini. Alieno dalle facili ribalte, costantemente attento ai bisogni e alle necessità della sua Calabria e della sua Roccella”. “Sisinio Zito – aggiunge Nencini – ha svolto gli incarichi che ha ricoperto con passione e competenza, testimone e protagonista della grande tradizione del socialismo calabrese di cui è stato per anni autorevole e apprezzato esponente. Con lui scompare un uomo delle istituzioni, un uomo di grande spessore umano”.

 

Socialista a tutto tondo cosi lo descrive Giacomo Mancini. Da dirigente del Psi, da uomo di governo e da sindaco si è sempre distinto per la profondità e la modernità del pensiero e insieme per la concretezza e la fattività dell’agire. Con la sua scomparsa la Locride e l’intera Calabria perdono uno dei suoi migliori rappresentanti.

 

“Abbiamo militato da sempre nello stesso partito”, cosi lo ricorda invece l’on. Saverio Zavettieri anche lui del partito socialista: una grande ed insuperabile, specie in Calabria,  fucina di idee, proposte ed azione politica ed amministrativa coerente con gli obiettivi di crescita economica, culturale e civile della Società calabrese e meridionale in funzione, soprattutto, del sostegno ai ceti più deboli e al mondo del lavoro.Ci siamo confrontati lealmente su questi temi, in Calabria e a Roma, con impegno e passione, e sempre alla ricerca delle soluzioni migliori per i cittadini e i calabresi, talvolta con accenni diversi e differenti opinioni che la comune cultura riformista e autonomista rendeva produttive e feconde. Abbiamo militato in correnti diverse – craxiano lui, della sinistra il sottoscritto -, senza per questo smettere di rispettarci e stimarci, anche perché il cemento di quelle correnti politiche non era la ricerca e la difesa del potere bensì una visione dei problemi della vita, del modello di società e del suo futuro, della democrazia, della ricerca delle giuste alleanze per l’affermazione degli ideali e degli obbiettivi della politica socialista.

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