Morte Sisinio Zito: l’ultimo saluto al Senatore, una persona straordinaria!

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Sono finiti da poco i funerali laici dal comune di Roccella Ionica, in via xxv aprile, per dare l’ultimo saluto al Sen. Sisinio Zito.

Negli ultimi momenti, molto toccanti e particolari, prima di andare sul palco, i parenti hanno dato un’ultimo sguardo. Una cerimonia molto partecipata, provenienti anche da fuori paese, e tanti i messaggi da parte delle autorità, consiglieri comunali , assessori, amici, e gente comune. Tutti lo hanno ricordato come una persona straordinaria e intellettuale, hanno citato tutti i progressi che ha voluto con forza e tenacia per il suo paese: il Porto, il Castello, il festival jazz, e l’ultimo suo evento, in cui ha preso parte, che è quello dell’inaugurazione della Chiesa Matrice del Castello, che nonostante avesse problemi alle gambe ha dato un discorso e un testamento che ci ha fatto capire chi era Sisinio.

Durante la diretta in attesa dell’ inizio della cerimonia si è ricordato il senatore, come è stato definito da molti: <<una persona che ragiona come filosofo, ma che agiva come menager, e questa è una descrizione che meglio lo rappresenta>>
<<Un roccella jazz che rimane orfano, ma sicuramente quest’anno, e anche nei prossimi anni, ci auguriamo che sia ancora organizzato e portato avanti, e non perdere cio che di fatto è stato realizzato con grandissimi sacrifici>>
Sono intervenuti Vincenzo Lombardo, l’ avvocato Vincenzo Bombardieri, Giorgio imperitura che è stato Presidente del comitato dei sindaci, il quale era rimasto in stretto contatto con Zito e lo ricorda per la collaborazione, i rapporti e le telefonate avvenute tra di loro,e durante le serate del festival Jazz; Domenico Logozzo, Giornalista Rai; Stefania Parrone, giornalista Gazzetta del Sud, e altri.
Il feretro ha raggiunto il palco, contornato dall’applauso e dalla musica, e tutta la via xxv aprile è gremita di gente non solo roccellese.
Il primo intervento è stato quello del Sindaco Certomà che ha iniziato con il racconto della vita e degli studi, di Zito, l’ amore per la politica e lo sviluppo della Calabria che lo hanno spinto a partecipare al partito socialista, e saluta anche e soprattuto la famiglia. Emozionato ricorda Zito, “la sua opera è satata cosi grande da compensare il vuoto che ci lascia, non diciamo addio ma arrivederci”! E stata letta anche la lettera di Nicola Irto con un pensiero rivolto verso Zito, <<personalità di alto valore, autorevole>>..

E’ intervenuto ai microfoni anche Pietro Fuda il sindaco di Siderno:
<<Sisinio da carattere schivo e riservato, non hai mai voluto essere applaudito, e hai dato il servizio a tutti della tua intelligenza culturale, preferivi avere un confronto, preoccupato di dare risultati per il bene comune, e ciò che conta per te erano i fatti. Persona dalla squisita sensibilità! Chi ti ha conosciuto sa del tuo valore, determinato e autorevole quando necessario, convinto che il cambiamento non ci sara mai se nn saremo noi stessi a costruirlo con il nostro impegno e capacita di sognare l’ impossibile, quello che sei riuscito a fare tu fin da quando eri il più giovane, sia da quando eri sindaco di Roccella fino al tuo ultimo respiro. Sei riuscito a portare attenzione della nostra Calabria. Politico non superficiale ma studioso e attento alla realtà politica…<<ora che non ci sei più rimarrai e farai parte del patrimonio della storia calabrese e non solo… mi avvicino ai tuoi familiari, grandi affetti che hai lasciato>>

Ha proseguito Maria Campiti: collaboratrice e compagna di partito con cui ha condiviso tante serate: <<i suoi concetti sono stati utilissimi, è stato il “mio padre spirituale” nella mia esperienza di assessore, e sindaco… il modo migliore per me è quello di ricordarlo così com’era. Era molto testardo e in alcuni momenti la sua tenerezza si tramutava in solidi principi.
Il fastival jazz è stato un mometo di crescita per la Calabria, per tanti motivi, dai corsi di musica, di musicoterapia, concerti dell’ auditorium, i cantanti prestigiosi che hanno partecipato.
“Il modo per ricordarlo è quello di continuare a portare avanti il suo messaggio” La sua era una disponibilità naturale per il lavoro e rendersi utile agli altri, e ha lasciato un segno indelebile non solo nella Calabria ma anche nel mondo>>

Prima di congedarsi è stata data la parola ai familiari, soprattutto al figlio che porta gli oneri e i saluti alla sua grande famiglia, i cittadini.
<<Marito devoto, 50 anni con piena simbiosi, unità e spirito, considerava sua moglie per 50 anni, consigliera, cuoca, infermiera, amica. Attribuiva i meriti dei suoi successi a lei. Mi costa dirlo perchè era molto riservato, mi piace ricordare che noi figli ultra 40enni ormai, ci chiamava con appellativi, amore, tesoro!!
Ci ha lasciato non beni materiali, ma molto di più, ci ha dotati degli strumenti per crescere in autonomia, ci ha donato senza interferire facendoci fare le nostre scelte, con il suo esempio quotidiano ci ha infuso la sua etica del lavoro, senso della giustizia. Ci ha resi coraggiosi, e su questo voglio dire qualcosa- continua- voglio raccontare di un momento degli ultimi momenti di vita, ci raccontava che ad ogni esame sentiva le gambe che gli tremavano; questo voleva dire che il coraggio è studio, analisi, ragione, cultura, e la cultura è libertà di scelta. Ci lasci soprattutto un etica, l’esperienza della collettività. Il coraggio non sarebbe bastato senza il lavoro quotidiano, senza attendere che qualcosa accada o qualcuno faccia qualcosa al posto nostro.
Il suo spirito – aggiunge- penso sia nel nostro dna, ci ha incoraggiati a tirare fuori le qualità come amministratore e soprattutto cittadino, e sono convinto che non ci tireremo indietro, anche se ci sarà sempre qualcuno che andrà contro.
“Il modello roccella” da fastidio, perchè pone gli altri difronte le prorpie mancanze.
Ha voluto aggiungere anche con sincerità che gli è dispiaciuto vedere poche facce giovani, ed è necessario recuperarli>>

In conclusione della cerimonia hanno portato via il feretro, e Giuseppe Mazzaferro ha voluto fare le ultime interviste: con Rosario Olivo, Ex presidente della Regione, ricordando una frase di Sisinio, molto importante: “Non vale la pena vivere se non si lascia traccia”, e parole molto toccanti ” Sisinio è una pagina importante, ho voluto essere qui per rendere la mia testimonianza”.

Ha voluto sentire anche davanti le telecamere, Vincenzo Staiano; e il sindaco Certomà, ricordando il gesto di ieri, quello di togliersi la fascia e di lasciarla sulla sua bara, e ha letto un ultima nota proveniente da Ardore.

Ogni testimonianza è stata bella e toccante, e questo rito funebre è stata la dimostrazione di quello che è stato Sisinio Zito.

Carmen Fantò

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