OSPEDALE DI LOCRI… ALLA DERIVA. LA LETTERA APERTA FSI

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Non a caso la FSI – Federazione Sindacati Indipendenti -ha denunciato da tempo le manchevolezze dell’ASP Reggina le cui inadempienze e omissioni di atti del proprio ufficio, nonostante attraverso i suoi Funzionari li abbia accertate e certificate anche a noi, continua a mantenere gravi situazioni con il garantire occupazione di posti direttivi assegnati, a gente priva dei  necessari requisiti previsti dalla Legge per esercitare le relative funzioni.

Infatti abbiamo segnalato da più tempo la nomina illegittima del  Direttore Sanitario dell’Ospedale Spoke di Locri, dr.Vincenzo Schirripa che, senza i titoli richiesti dalla Legge (DPGR n. 127 del 2/12/2011), a tutt’oggi svolge tali funzioni determinando la palmare inefficienza organizzativa all’interno dell’ospedale di Locri mantenendo imboscamenti di personale (medico e infermieristico) inalterati, senza curarsi minimamente delle esigenze reali degli ammalati, tant’è che continuamente i reparti di degenza con ammalati allettati si trovano quasi privi della dovuta necessaria assistenza medica e infermieristica, peraltro stabilita per legge, con personale gravato da onerosi turni di lavoro se non addirittura costretto a fare doppi turni di servizio mentre tiene aperto l’ambulatorio di dermatologia, già cancellato dai decreti del Commissario ad acta sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, utilizzando ben tre (3) infermieri  e distogliendoli dall’assistenza diretta agli ammalati allettati. Si aggiunga che in Direzione Sanitaria prestano servizio ben cinque (5) medici certamente non tutti utili e necessari  in quel servizio.

A dimostrazione della incapacità organizzativa e progettuale di questo Direttore (?) si evidenzia la grave situazione di disagio in cui versa il reparto di Ortopedia dotato di 20 posti letto con soltanto due medici in servizio i quali non sono nelle condizioni di garantire la normale attività di reparto tant’è che esso svolge ormai solo attività ambulatoriale, senza parlare della prescritta chiusura della Geriatria i cui pazienti sono stati trasferiti nei locali del reparto di Medicina, locali questi, nonostante i lavori strutturali effettuati, non idonei e consoni alle prescritte disposizioni di legge per  contenere 31 degenti e dove il personale, quel poco che è rimasto, perché altro è stato  trasferito in ambulatori vari, è già gravato da lunghi anni di servizio, ultrasessantenne prossimo alla pensione.

L’Oncologia, altra Unità Operativa spogliata di personale, infermieri trasferiti o assenti per lungo tempo mai sostituiti, i pochi rimasti, sono costretti a turni stressanti che si protraggono oltre i limiti sanciti dal CCNL rischiando di non garantire all’utenza un’efficiente assistenza sanitaria e mettendo in pericolo la stessa salute degli operatori i quali, responsabilmente continuano a prestare la propria attività lavorativa tra mille difficoltà, sopperendo anche all’assenza del  coordinatore, in quiescenza da qualche mese, nonostante la paventata negazione al sacrosanto diritto alle ferie estive riconosciuto dall’Ordinamento Giuridico italiano a garanzia del recupero delle energie psicofisiche.

Ciò non può sfuggire a chi dirige facendo finta di non sapere o di non conoscere la gravità del problema!

Si aggiunga inoltre che  non ha inteso mettere in funzione i posti letto previsti per la Medicina Fisica e Riabilitativa e quelli per la Lungodegenza sottraendo di fatto le potenzialità che questa Struttura possiede così privando gli utenti di questo Territorio del  pieno utilizzo delle Strutture Sanitarie. Non ha inteso adoperarsi  nemmeno per fronteggiare l’emergenza sanitaria estiva attraverso la redazione di un piano operativo  e l’uso appropriato delle risorse disponibili al fine di garantire qualità e continuità dei servizi in un periodo critico dovuto all’incremento a dismisura della popolazione e ad un’esigua forza lavoro a causa della  fisiologica riduzione del personale, già carente, lasciando utenti e operatori  in balia degli eventi e della buona sorte. Non è più tollerabile l’improprio utilizzo delle risorse umane! In un  momento di grave carenza di organico servirebbe dare ossigeno a chi lavora con gli ammalati ricoverati con carichi di lavoro eccessivi utilizzando anche il personale che opera nei Poliambulatori dell’Ospedale di Locri considerato che  i cittadini per le prestazioni ambulatoriali possono rivolgersi alla “casa della salute” di Siderno, ma adottare un simile provvedimento significherebbe non compiacere gli amici dispensatori di ” buoni consigli”.

In questo  quadro allarmante di disordine e di inconcludenza di codesta Direzione Sanitaria nel governare le gravi criticità, resta il fatto incontrovertibile che a pagarne le conseguenze sono gli utenti, ai quali viene negato il diritto alle cure e quei Lavoratori che, in maniera attenta e scrupolosa con abnegazione e senso di appartenenza riescono ancora, tra mille difficoltà, svolgendo anche mansioni che non rientrano nelle proprie competenze a causa della cronica carenza o addirittura totale  assenza in molti reparti di adeguato personale di supporto, a colmare i vuoti di un sistema ormai allo sfascio.

La FSI  ha reiteratamente informato gli organismi preposti ricevendo in cambio il loro assordante silenzio per il quale ci rimane il grande rammarico ma anche la speranza che chi di dovere intervenga tempestivamente per porre rimedio ad una situazione divenuta ormai  insostenibile.

 

Il Segretario Territoriale FSI

Emanuela Barbuto

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