Province Upi Calabria: “dramma tagli 55mln, pronti a dimissioni”

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“Se i tagli di 55 milioni di euro, previsti dal decreto legge 113/2016 dovessero essere confermati in sede di conversione del provvedimento, le Province calabresi si troverebbero in una condizione di autentico dramma.
Per questo l’appello che lanciamo oggi a tutti i livelli istituzionali è quello di difendere il territorio calabrese”.

Lo ha detto Enzo Bruno, presidente dell’Unione Province d’Italia della Calabria, per illustrare le iniziative attuate per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla vicenda. L’Upi Calabria, inoltre, ha scritto ai 32 parlamentari calabresi per chiedere di presentare emendamenti al decreto. Assieme a Bruno hanno partecipato i vicepresidenti delle Province di Cosenza Franco Bruno, di Crotone Francesco Parise e di Vibo Valentia Pasquale Fera. I vertici degli enti in assenza delle modifiche richieste minacciano di rimettere il mandato.
“I tagli imposti alla Calabria – ha aggiunto Bruno – sono inaccettabili e i cittadini devono sapere che ci condurranno all’impossibilità di predisporre ed approvare entro il 31 luglio i bilanci di previsione 2016 con la conseguenza del dissesto finanziario. Verranno a mancare risorse vitali per due funzioni fondamentali come la viabilità e l’edilizia scolastica. Risultato: l’impossibilità di garantire manutenzione di 7 mila chilometri di arterie e di rendere possibile la riapertura degli istituti scolastici frequentati da oltre 100 mila studenti”. “In caso di default – ha poi sostenuto Bruno – rigettiamo ogni ipotesi di nomina commissariale. Sia chiaro: noi non rivendichiamo il ritorno delle vecchie Province, diciamo che la legge Delrio deve essere applicata dando un ruolo alle aree vaste. Ci rivolgiamo ai sindaci: non possiamo essere lasciati soli. Attendiamo risposte anche dalla Regione Calabria”.
Il presidente dell’Upi Calabria ha poi definito una “iniquità insopportabile” la condizione che vede le Città metropolitane dotate delle risorse di cui abbisognano mentre le Province no. “Non è ammissibile e non per alimentare guerre tra poveri – ha sostenuto – che quella che era la Provincia di Reggio Calabria, ma accade lo stesso nelle altre, abbia garantite le risorse di cui abbisogna mentre le altre province debbano subire tagli”.

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