Gio. Mag 6th, 2021
Una maxi operazione dei carabinieri di Reggio Calabria contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti concessi dal Comune ha portato a 10 fermi da parte della Dda e al sequestro preventivo di beni per circa 42,5 milioni di euro. Tra gli indagati ci sono anche dirigenti, funzionari pubblici e imprenditori che sono accusati a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni e estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’attività d’indagine, avviata sin dal 2013 dal Reparto Operativo dei Carabinieri reggini e mirata a verificare il buon andamento del settore lavori pubblici del comune di Reggio Calabria, ha dimostrato l’esistenza di un “comitato d’affari”, composto da dirigenti e funzionari pubblici e imprenditori, capace di gestire la “macchina amministrativa comunale” nell’interesse della ‘ndrangheta, che riusciva ad orientare, aggirando ed eludendo la normativa antimafia, la concessione di appalti multimilionari in favore di holding imprenditoriali riconducibili alla ‘ndrangheta. Nell’operazione, a due società operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato, è stata contestata la responsabilità amministrativa da reato. I carabinieri hanno inoltre operato un sequestro preventivo di beni per 42,5 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e due esercizi pubblici riconducibili ad alcuni degli indagati.
MARIA TERESA CRINITI

 

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