RIACE, DELITTO IENCO: CHIUSE LE INDAGINI, UNICI INDAGATI I PRESUNTI AMANTI

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Indagini chiuse sul delitto dell’imprenditore di Riace Marina Ernesto Ienco. L’uomo freddato nella notte del 25 ottobre dello scorso anno mentre rincasava in una zona periferica della cittadina della Locride. Due gli indagati, la moglie del 31enne ucciso Sabrina Marziano, di 29 anni, ed il suo presunto amante Agostino Micelotta di 22 anni. Ai due viene contestato il delitto di omicidio aggravato da motivi abbietti, quale la volontà di proseguire una relazione extraconiugale avviata da tempo. Contestata, inoltre, anche la detenzione illegale di un fucile da caccia con relativo munizionamento.
I Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, unitamente ai colleghi del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri, avevano sottoposto a fermo di indiziato di delitto la vedova Marziano e il Micelotta già a distanza di pochi giorni da quel terribile omicidio. Un epilogo al quale gli inquirenti arrivarono attraverso le preziose risultanze investigative prodotte nel corso delle serrate attività d’indagine, che hanno fatto emergere la responsabilità dei due soggetti fermati. Le investigazioni, condotte dai militari dell’Arma sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Locri Dott. Ezio Arcadi, sulla scorta delle numerose escussioni testimoniali, attività tecniche hanno anche permesso di riscontrare la mendacità delle dichiarazioni fornite nell’immediatezza dei fatti dai due maggiori sospettati. Dalla ricostruzione è emerso che i due amanti, la notte del 25 ottobre, all’una e venti circa, in concorso tra loro, al rientro da un matrimonio fuori paese del marito 31enne, avrebbero esploso al suo indirizzo, dall’interno dell’abitazione quattro colpi di fucile caricato a pallettoni e, successivamente, utilizzando un corpo contundente, avrebbero ulteriormente infierito sul corpo esanime della vittima, colpendolo ripetutamente all’altezza della nuca. Secondo la ricostruzione fatta, l’omicidio sarebbe maturato nell’alveo della vita privata della coppia una pista seguita quasi immediatamente dagli investigatori che hanno escluso subito l’ipotesi della mano della ‘ndrangheta.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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