Dom. Feb 25th, 2024
Il porto di Gioia Tauro, a nord di Reggio Calabria,  il pi grande terminal per transhipment del mar Mediterraneo, e il principale scalo commerciale marittimo situato in provincia di Reggio Calabria. Veduta aerea del porto di Gioia Tauro realizzata da un elicottero del V¡ Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria. Foto Fabrizio Villa

Per il porto di Gioia Tauro nel patto per la Calabria ci sarebbero 40  milioni di euro per il bacino di carenaggio e 150 per altri interventi strutturali, gateway, etc .

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Eppure, ci sono 422 operatori portuali che rischiano il licenziamento o la cassa integrazione. Sembra un paradosso come tanti ne registriamo in Calabria. Un assurdo che giustifica la dichiarazione dei sindacati alla stampa: “Il porto di Gioia è sulla bocca di tutti da anni ma nessuno se ne occupa”.
L’evoluzione dello stato di crisi delle aziende che lì operano sembra, dunque, essere arrivata al capolinea tra i rinvii del governo regionale e i silenzi di quello centrale. E mentre da una parte i sindacati chiedono l’applicazione di un contratto di solidarietà, dall’altra le imprese ribadiscono “o CGIS o licenziamenti”.

Eppure, dicevamo, l’infrastruttura sarebbe destinataria di cospicue somme di investimento con fondi pubblici. Il che motiva ancor di più l’insistenza dei sindacati verso una contrattazione solidale nell’attesa che inizino le opere previste e si diversifichino le attività. Quello che non capiamo è perché il Governo Renzi non ritenga necessario intervenire immediatamente nella mediazione tra una posizione e l’altra, considerando che la CIGS è quasi sempre l’anticamera del licenziamento oltre che incidere sulle casse pubbliche e deprimere professionalità e maestranze. Forse il 43% di disoccupazione giovanile oltre alla preoccupante crescita del numero di persone che un lavoro neanche lo cercano più, non sono elementi sufficienti per stimolare Renzi e i suoi ministri a avviare subito operazioni che vadano oltre le slide, i proclami e la firma dei “patti”.

POSSIBILE, cogliendo la solitudine e l’importanza della questione, sostiene la richiesta dei sindacati per un incontro urgente tra tutti i soggetti interessati affinché si rintraccino soluzioni capaci di evitare la messa in mobilità di centinaia di lavoratori e al contempo si rilanci l’infrastruttura in coerenza alle potenzialità strutturali e strategiche che l’Hub portuale ha nell’ambito del Mediterraneo e dei collegamenti internazionali.

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