BIVONGI: DA QUATTRO ANNI IL MONASTERO ORTODOSSO FRUIBILE A METÀ

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Ugo Franco – Siamo quasi a fine agosto e, ormai, sono trascorsi quattro anni da quando il sacro portone della basilica del monastero ortodosso di San Giovanni Therestìs resta chiuso a causa del prolungarsi dei restauri curati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria. Restauri cominciati con il recupero degli affreschi bizantini trovati sulle pareti interne delle absidi, giudicati dagli esperti della stessa valenza di quelli della Cattolica di Stilo che, per tutto questo tempo, sono rimasti “nascosti” e a nessuno dei visitatori e pellegrini giunti al monastero è stato permesso di ammirare queste preziosità bizantine. Sarebbero stati, invece, un volano per incrementare il turismo.

Quando poi, il restauro degli affreschi sembrava volgere alla conclusione, ecco lo stop della stessa Soprintendenza perché bisognava intervenire sull’abside sinistra dove a ridosso, nei primi anni del 1900, è stato costruito un fienile, così definito dagli architetti della Soprintendenza, interessato da infiltrazioni d’acqua. Dopo grandi perdite di tempo tra i meandri della burocrazia, riunioni e confronti tra le varie Soprintendenze per decidere se abbattere o conservare il fienile ecco che è stato partorito il topolino. Il fienile non deve essere abbattuto ma conservato. Due mesi fa, il completamento dei lavori sul fienile.

Mugugni dell’associazione “Pro S. G. Therestìs” perché non c’é stato nessun restauro conservativo in quanto è stata abbattuta la scaletta esterna di accesso alla stana superiore e il tetto di tegole trasformato in una terrazza in cotto. Un vero pugno nell’occhio per chi giunge al monastero trovandosi davanti il fienile e, quindi, la terrazza che sembra un posto dove mettere un tavolino, una sdraio e un ombrellone per poter consumare una bibita.

Purtroppo, gli intoppi continuano perché appena ripresi i lavori di recupero degli affreschi sono stati bloccati dalla rimozione delle finestre delle absidi per essere riparate. Da un mese i monaci aspettano pazientemente la rimozione delle grate temporanee messe alle finestre e l’installazione delle stesse e delle soglie per la ripresa dei lavori. Quando  saranno rimontate?

La Soprintendenza latita senza informare nessuno, rispondendo un no comment agli organi di stampa che chiedono lumi. Alcuni soci della “Pro S.G. Therestìs” dicono <<Tutto ciò sembra un fatto tra privati che non deve interessare il pubblico. L’associazione si augura che presto giunga a Bivongi, Vittorio Sgarbi o qualche altro personaggio del mondo dell’arte per ascoltare il loro parere su un monumento millenario che meritava interventi più attenti>>.

Al monastero i monaci non rilasciano dichiarazioni ma, il nervosismo accumulato in questi quattro anni traspare dalle loro espressioni. Quattro anni sacrificati a celebrare e ospitare i pellegrini in metà navata e, durante Natale, Pasqua e altre feste veder i fedeli assistere alle funzioni fuori dal nartece.

Di certo non è così che si favorisce il turismo, specie in questo periodo estivo.

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