CIMINA’: L’ESTATE AI PIEDI DEL TRE PIZZI

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Come ogni anno, i soci della Pro Loco di Ciminà , presieduta dalla bravissima e infaticabile professoressa Girolama Polifroni (nella foto), sono impegnati per organizzare le attività di promozione culturale e di accoglienza dei turisti che ormai da  quasi un ventennio  vengono portate avanti con incessante impegno. Sabato 13 agosto 2016, alle ore 21,30, in piazza XX Settembre, si svolgerà l’XI edizione del premio “Cumino d’oro”. L’importante riconoscimento, istituito per mantenere fede a quanto promesso l’11 agosto 2005, in occasione della presentazione del libro “Ciminà: una storia, una speranza”, ha come obiettivo quello di rendere pubblico l’operato di quei ciminesi che si sono distinti per il loro impegno in campo politico, sociale, artistico, religioso … diffondendo nel mondo la cultura della loro terra d’origine. Quest’anno La commissione appositamente nominata ha stabilito di assegnare il premio “Cumino d’oro” al maestro Walter Rodi, un compositore conosciuto nei più noti ambienti musicali e soprattutto discografici, per il suo vasto repertorio  che spazia in ogni genere musicale: Classico, Sinfonico, Bandistico, Leggero, Liscio, Pop. Iscritto alla SIAE dal 1965 in qualità di compositore, Collabora con molte Case Editrici Discografiche come ad esempio:
Vedette Records, Bentler, Lupus, Bmg Ricordi, Beat Records, Bmg/Sony, ecc …
Inoltre è noto per aver composto ed arrangiato alcune sigle storiche di cartoni animati anni ’80, come ad esempio: “Daikengo”, “Bryger”, “La Ballata di Bryger”, “Teknoman” e la nuova sigla italiana di “Voltron”. Ha composto musiche di scena per la “Compagnia di Checco Durante” al Teatro Rossini, rappresentato da Alfiero Alfieri, uno dei più grandi capicomici dialettali romani in “Civicusse romanum summe” (ovvero: “Lassatece passà semo romani”) e “Er Malato immaginario” di Molière rivisitato in dialetto romanesco, e “Roma caput munni”, rappresentata al Teatro dei Satiri. Il maestro Rodi ha composto, inoltre, diversi brani dedicati al suo paese d’origine come ad esempio“Ciminà in festa”nel 2014. Questo e altri pezzi saranno eseguiti, durante la serata, dalla Banda storica della città di Stilo  diretta dal maestro Giulio Daniele.

. LA FESTA DELLA MONTAGNA (IL FERRAGOSTO CIMINESE A VILLAGGIO MOLETI

Da sempre il ferragosto ha richiamato nel villaggio turistico Moleti (un altipiano a quota 1000 m s.l.d.m.) centinaia di persone intenzionate a fare un fresco pic nic all’ombra delle piante secolari. La neonata Associazione Pro Loco, 17 anni fa,  ha pensato di istituire la festa di Maria SS Assunta. In un primo momento, grazie anche alla collaborazione degli operai della Forestale e del Consorzio di Bonifica è stato costruito un altare in legno ed una grande croce (molto suggestivi tra gli abeti e pini) in ricordo di tre sacerdoti uccisi: Don Peppe Diana (che era solito celebrare la festa dell’Assunta nel territorio ciminese), don Giuseppe Giovinazzo e don Giuseppe Puglisi. Negli anni successivi è stata costruita un’edicola nella quale, nel 2001, è stata deposta la statua della Madonna Assunta. Da oltre 10 anni ormai nel pomeriggio di ferragosto una solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo della Diocesi, mons. Bregantini prima, Mons. Fiorini Morosini poi, raduna una folla di persone che insieme non solo rendono culto a Maria, ma si fermano a riflettere sui valori più alti dell’esistenza umana. Alla fine della celebrazione, si snoda per le vie del villaggio una suggestiva processione animata dalle note della banda musicale e dai fuochi artificiali alla quale partecipa anche la locale confraternita (del Sacro Cuore di Gesù e Maria SS Addolorata), in divisa.  Nella stessa circostanza,  sette anni fa il Sindaco dott. Domenico Polifroni, ha consegnato nelle mani del Vescovo l’atto di donazione del  terreno, dove sorge attualmente l’altare, destinato all’edificazione di una chiesa e di una casa di riposo per sacerdoti anziani. La manifestazione, negli ultimi anni, pur mantenendo le vecchie caratteristiche  si è trasformata in una vera e propria Festa della montagna,  in quanto si è arricchita di tante attività finalizzate alla promozione del territorio, delle tradizioni e della cultura locale, quali:   una mostra di artigianato tipico,   “l’escursione alle 8 sorgenti” , la degustazione di prodotti gastronomici locali e l’esecuzione di antichi giochi, il tutto allietato dalle note della tarantella e dei canti tradizionali.

La 14.a  EDIZIONE DELLA SAGRA DEL CACIOCAVALLO DI CIMINA’

Il 18 agosto 2016, si rinnoverà una gustosa tradizione, “La sagra del caciocavallo di Ciminà” è una manifestazione che rientra nell’ambito delle attività dell’estate ciminese ed ha come scopo principale quello di promuovere e valorizzare il prodotto gastronomico più tipico del territorio: il caciocavallo, inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali,che ha ottenuto la denominazione DECO ed è presidio slow food.

Il caciocavallo viene prodotto ancora artigianalmente, coagulando il latte con caglio naturale. Si ottiene cosi la toma che viene lasciata inacidire, non mettendo il sale, quanto basta a ottenere una pasta elastica che viene tagliata a pezzi, messa in acqua calda, lavorata energicamente con un particolare mestolo di legno “a cucchjara”. Si dà poi con le mani la forma desiderata che può essere allungata, rotonda o “a palumbella”. A questo punto i caciocavalli vengono immersi in acqua salata “a sermurata”, ottenuta facendo bollire acqua e sale, dove rimarranno per un tempo diverso in base alla forma e alla grandezza. Il caciocavallo è un formaggio che può essere consumato sia fresco che stagionato.

La sagra del caciocavallo di Ciminà viene organizzata  ogni anno nel mese di Agosto, dalla Pro Loco, in collaborazione con l’Ass. produttori del caciocavallo e con il patrocinio dell’Amm.ne Comunale di Ciminà, dell’Amm.ne Prov.le di RC. Si tratta un evento che interessa tutto il centro storico ma si svolge principalmente intorno alla piazza principale dove vengono preparati dei tavoli e sedie per accogliere i numerosi degustatori che ogni anno partecipano alla manifestazione creando un’atmosfera quasi surreale: tutte le vie principali che solitamente sono tranquille e solitarie, magicamente, si ripopolano.

L’organizzazione dell’evento vede impegnati sia  i soci che diversi cittadini, ognuno con un compito diverso: si richiede un impegno costante che ha inizio parecchi giorni prima, sia per la programmazione tecnica che per la preparazione strettamente gastronomica visto che la degustazione del caciocavallo viene presentata in diversi modi, anche in abbinamento con altri prodotti tipici locali altrettanto gustosi. Il  menù prevede infatti: involtini di capicollo e caciocavallo; pasta fredda con caciocavallo, spiedini di caciocavallo, pancetta, olive, pomodori secchi e funghi; caciocavallo fresco e stagionato, bruschetta pomodoro e caciocavallo, ricottina fresca, dolce alla ricotta e pane casareccio: il tutto accompagnato  da un buon bicchiere di vino.

Si tratta di un evento fortemente sentito anche perché offre la possibilità di far conoscere ai turisti il centro storico con le sue caratteristiche viuzze e case di tufo e pietra con i tetti di “ceramidi”, tipiche dell’architettura contadina. E’ un invito a gustare specialità succulente in uno scenario  che, a tratti, conserva intatto il fascino dei borghi silenziosi ma ricchi di fascino, storia, cultura e tradizione, di un tempo passato che rimane, però, patrimonio inalienabile soprattutto per le nuove generazioni. La serata, animata da  musica, balli folkloristici, spettacoli pirotecnici (ballo del cavalluccio), offre quindi, la possibilità  di riscoprire antichi sapori e far conoscere le tecniche di preparazione del caciocavallo e della ricotta che vengono tuttora tramandate secondo le antiche tradizioni.

Nella certezza che solo la riscoperta delle nostre radici, il senso di appartenenza a questa terra e la certezza di essere gli eredi di una cultura antica può aprire nuove prospettive di sviluppo per il nostro territorio, i soci della Pro loco di Ciminà continuano instancabilmente a promuovere manifestazioni che hanno come finalità quella   di far conoscere e valorizzare ogni aspetto del ricco patrimonio di cultura e tradizioni che i nostri antenati ci hanno trasmesso.

 

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