Mar. Mag 11th, 2021

La  Guardia di Finanza sta svolgendo, su tutto il territorio di competenza,
un’approfondita attività di investigazione e controllo nei confronti di soggetti che svolgono attività
commerciali vere e proprie “mascherate” da associazioni senza scopo di lucro al fine evadere il fisco.
Negli ultimi giorni, i Finanzieri hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di un’Associazione Sportiva
operante nel settore del fitness e dello sport dilettantistico, annoveratasi nella categoria degli Enti non
Commerciali, al solo fine di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa di settore. In realtà
tale classificazione giuridica mascherava l’attività commerciale di una vera e propria palestra.
Affinché possano applicarsi le agevolazioni previste per la citata categoria di enti, le associazioni devono,
naturalmente, non perseguire uno scopo di lucro, sottomettersi all’obbligo di non distribuire (anche
indirettamente) utili durante la vita dell’associazione, devolvere il patrimonio in caso di scioglimento, basarsi
su una effettività del vincolo associativo fra i soci.
Prescrizioni, queste, che non hanno trovato alcuna applicazione nel caso di specie.
Le Fiamme Gialle vibonesi, infatti, hanno rilevato che i “soci” dell’Associazione Sportiva sottoposta a verifica
erano in realtà solamente “clienti” della stessa, ignari di risultare tali ai fini fiscali (anche per non aver mai
partecipato ad alcune delle periodiche assemblee societarie e/o alla nomina dei rappresentanti) e del fatto
che il titolare dell’attività figurava come collaboratore dell’associazione percependo compensi per l’attività
svolta. I militari operanti hanno poi constatato che l’ente, al termine di ciascun anno solare, non approvava
alcun bilancio o rendiconto economico-finanziario, così come invece prescritto dalle vigenti normative.
I Finanzieri, pertanto, hanno proceduto al disconoscimento di tale “schermo associativo” riqualificando l’ente
quale vera e propria attività commerciale.
I compensi indebitamente percepiti e quantificati in oltre 100.000,00 euro, sono stati segnalati al competente
ufficio finanziario quale materia imponibile sottratta a tassazione.
L’operato della Guardia di Finanza mira essenzialmente a contrastare l’utilizzo distorto dello strumento
associativo, al fine di salvaguardare la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali.

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