IL CORRIERE DELLA SERA DIFFONDE IL BUON ESEMPIO DELLO SPRAR RECOSOL DI GIOIOSA

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Terremoto, dai migranti in Calabria il pocket money ai profughi in Lazio. Gli ospiti del centro di accoglienza di Gioiosa Ionica rinunceranno al fondo per le piccole spese per devolverlo ai richiedenti asilo dello Sprar di Amatrice, danneggiato dal sisma.

I 75 migranti e richiedenti asilo ospiti delle strutture Sprar di Gioiosa Ionica, in Calabria, hanno deciso di compiere un piccolo ma simbolico gesto di solidarietà nei confronti di altri profughi rimasti coinvolti nel terremoto che ha colpito le province a cavallo tra Lazio, Marche e Abruzzo: destinare loro il cosiddetto pocket money – la piccola somma che viene assegnata ai rifugiati per le spese personali, pari a circa 2,5 euro al giorno. Lo rende noto il coordinatore Sprar Gioiosa Ionica Giovanni Maiolo. «Stiamo cercando di capire come aiutarli a fare il versamento e a chi – ha spiegato Giovanni Maiolo, coordinatore dello Sprar di Gioiosa Ionica -, ma vorremmo sottolineare questo piccolo ma rilevante gesto di aiuto tra popoli, da parte di chi si è sentito accolto e vuole in qualche modo ricambiare la solidarietà». Una risposta indiretta anche a quanti, già nelle ore immediatamente successive al sisma, sui social network hanno polemizzato sulle risorse spese per il mantenimento dei centri di prima accoglienza che potrebbero invece essere destinate ai terremotati.

Crolli al centro di accoglienza

Ad Amatrice, uno dei centri più colpiti dal terremoto, sono crollate tutte le cinque strutture del territorio comunale utilizzate per l’accoglienza dei richiedenti asilo. A confermarlo è una nota dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, che ha reso noto che sette migranti sono rimasti feriti nei crolli e che uno risulta attualmente disperso. Per altri 24 profughi sono state già avviate le operazioni di trasferimento in altri centri di accoglienza della zona. In un primo tempo erano quattro i migranti che non risultavano all’appello, ma tre di loro sono stati rintracciati dai soccorritori. Si pensa che il migrante ancora disperso possa trovarsi intrappolato fra i detriti. I sette feriti sono tutti stati trasferiti in ospedale e nessuno di loro risulta in pericolo di vita.

La mobilitazione dell’Anci

L’Anci, si legge ancora nella nota, «auspica che iniziative come quella dei richiedenti asilo di Gioiosa Ionica possano velocemente estendersi a tutte le altre strutture Sprar presenti nei Comuni italiani». L’associazione ha inoltre avviato una mobilitazione delle circa 8mila amministrazioni comunali italiane sia per coordinare l’invio di materiali di prima necessità e di volontari sia per una raccolta fondi su scala nazionale da desinare alla ricostruzione.

(fonte ciavula.it)

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