Ospedale Locri: ortopedia chiude oppure no?

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Alla conferenza stampa di ieri mattina al palazzo municipale di Locri alla quale hanno partecipato il sindaco della città Giovanni Calabrese, quello di Siderno Pietro Fuda, il vescovo monsignor francesco oliva e la segreteria provinciale della Uil-Fpl con Nuccio Nazzarà, Nicola Simone e Francesco Politanò, si è parlato del blocco dei ricoveri presso il reparto di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Locri,che ha azionato il rinnovo della battaglia dei sindaci a difesa del diritto alla salute dei cittadini della Locride. Nel corso dell’incontro il sindaco calabrese ha evidenziato che il preoccupante depotenziamento dell’ospedale spoke di Locri è avvenuto attraverso il ridimensionamento e/o la chiusura di fondamentale e strategici reparti, mentre dall’altro abbiamo assistito alla tutela di reparti non fondamentali per la vita dell’ospedale ma di esclusivo interesse politico- clientelare. si è parlato anche del commissario Giacomino Brancati del’Asp reggina, , che ha definito la notizia della chiusura del reparto<< una grande stupidaggine>> e sottolineato che l’Asp << si sta organizzando per garantire la funzionalità ordinaria dei reparti partendo dall’utilizzo congiunto delle risorse e privilegiando i traumatizzati che saranno indirizzati dal 118 nella sala operatoria più pronta e disponibile per il loro tipo di emergenza, sia essa quella di Locri che a Polistena, lasciando la gestione della degenza a un momento successivo>> una dichiarazione , che è stata giudicata in conferenza stampa ” la solita presa in giro”.
Calabrese, aprendo la conferenza stampa ha evidenziato che << a distanza di un anno dal 17 ottobre 2015 il problema sanità è sempre il medesimo. anzi si va aggravando sempre di più e lo smantellamento dell’ospedale si va facendo sempre più drammatico>>. Anche per questo , il sindaco insieme al vescovo Francesco Oliva e alle organizzazioni sindacali continueremo la battaglia per difendere il diritto alla salute dei cittadini della Locride  che non possono più subire passivamente  scelte sbagliate che li obbligano a dover emigrare in altre realtà per potersi curare>>.  Da parte di monsignor Francesco Oliva, esortando i sindaci a tenere alta l’attenzione sulla sanità del territorio  ha di fatto “benedetto” l’annunciata manifestazione di protesta del 15 ottobre , per manifestare la difesa dell’ospedale e il diritto alla salute.

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