Richiedenti asilo di Gioiosa Ionica donano il pocket money ai terremotati

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Piccolo ma concreto gesto di altruismo dei 75 ospiti dello Sprar del paese calabrese. Nel frattempo anche Save the children si mobilita per allestire Spazi a misura di bambino nei luoghi del sisma, e varie associazioni aprono un conto per le donazioni.

“Stiamo cercando di capire come aiutare i richiedenti asilo a fare il versamento e a chi ma vorremmo sottolineare questo piccolo ma rilevante gesto di aiuto tra popoli, da parte di chi si è sentito accolto in Italia e vuole in qualche modo ricambiare la solidarietà”. E’ con queste parole che Giovanni Maiolo, coordinatore dello (Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati) di Gioiosa Ionica, commenta la decisione dei 75 ospiti stranieri delle strutture di accoglienza nella cittadina calabrese gestite dalla Rete dei comuni solidali, Recosol: “Rinunciamo al pocket money di oggi, per darlo ai terremotati”; hanno deciso i profughi. Tradotto, 2,50 euro a testa, il 14% delle loro entrate settimanali, per un totale di 187,5 euro.

Dal piccolo al grande, nel frattempo anche le grandi associazioni e le l’ong si stanno attivando per i terremotati: per esempio, Croce Rossa e Arci hanno aperto rispettivi conti correnti di raccolta fondi, mentre l’ong Save the Children sta verificando le necessità della popolazione e definire gli interventi di aiuto ai bambini. “Pensiamo di allestire entro domani un primo Spazio a Misura di Bambino ad Amatrice. Il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio sicuro dove bambini e ragazzi, con educatori appositamente formati, possano sentirsi protetti e ricevere supporto fin dai momenti immediatamente successivi a questo tragico evento. Attraverso lo svolgimento di attività socio-educative di routine, infatti, i bambini possono essere aiutati a recuperare al più presto un senso di normalità che hanno perso in seguito all’evento sismico e ad elaborare il trauma subito. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere al più presto le zone colpite e portare assistenza ai bambini e alle loro famiglie”, spiega il presidente Valerio Neri. “Siamo addolorati per le vittime, in particolare dal fatto che tra di loro ci fossero bambini, e siamo vicini alle famiglie colpite in questo momento tragico”.

Sono centinaia i bambini che vivono nei tre Comuni maggiormente colpiti dal sisma – Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto – e moltissimi di più quelli che risiedono nelle province limitrofe o si trovavano in vacanza nella zona e che, a diversi livelli, stanno sperimentando in queste ore gli eventi traumatici, la paura e l’angoscia riflessa dai loro genitori legati alle conseguenze di questa calamità naturale. Il Dipartimento Emergenze di Save the children si è immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, mobilitando le risorse e il personale per prestare l’aiuto necessario in collaborazione con la Regione Lazio

Save the Children opera da decenni nella risposta alle emergenze in tutto il mondo e da anni è attiva anche nella risposta alle emergenze nazionali, come il terremoto in Emilia-Romagna del 2012 e quello de L’Aquila del 2009. Grazie all’esperienza maturata, l’Organizzazione ha sviluppato le competenze necessarie per essere al fianco di bambini e bambine, ragazzi e ragazze fin dai momenti immediatamente successivi al verificarsi di un evento calamitoso. “Per aiutare i bambini ad affrontare il trauma, è importante che gli adulti di riferimento trovino il modo di stare loro vicini e far percepire loro che sono salvi e al sicuro. Per questo è fondamentale parlare e giocare con loro e soprattutto ascoltarli. È anche importante, inoltre, evitare che i bambini stiano davanti alla televisione: continuare a veder immagini del disastro non aiuta i bambini a superare il trauma, perché potrebbero non capire che si tratta di immagini registrate e portarli a pensare che l’evento catastrofico sia ancora in corso,” conclude Neri.

 (fonte vita.it)
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