San Ferdinando, avviata la bonifica del canalone di scolo che avvelena il mare

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La questione è una delle più aspre e difficili degli ultimi tempi, a San Ferdinando è diventata gravissima e non più tollerabile la situazione del canalone di scolo, che dovrebbe servire per raccogliere le acque bianche della zona industriale, soprattutto quelle provenienti dal Porto di Gioia Tauro, ma in realtà emana solo un forte odore di fogna e probabilmente di idrocarburi, tutti fattori altamente inquinanti per il mare, per questo alcuni cittadini di San Ferdinando hanno deciso di agire, si sono riuniti in un Comitato spontaneo restando in presidio notte e giorno sul luogo del “disastro” chiedendo a gran voce la bonifica immediata e la messa in sicurezza.

Ad oggi risulta che sono state avviate le prime attività preliminari alla bonifica del canalone di scolo interno e adiacente alla rete di recinzione che delimita l’area portuale di San Ferdinando, si fa pressione soprattutto sull’attività di contenimento per scongiurare che quella pozza oleosa e inquinante possa riversarsi in mare.

Non solo odore nauseabondo e idrocarburi, qualcuno ha parlato persino di metalli pesanti presenti in quelle acque, certamente quello che sta succedendo in questi giorni e in queste ore non sta passando inosservato, ma ancora sembra non essere diventato di dominio pubblico. Intanto alla manutenzione del canale ci sta pensando la società Iam, che ovviamente scongiura in queste ore temporali o piogge che potrebbero causare, quello che il dirigente della Protezione civile regionale Carlo Tansi ha già definito un “danno ambientale”.

La Regione ieri ha trasferito 170.000 euro al Comune per i lavori di bonifica, mentre la protezione civile nazionale cerca risposte chiedendo relazioni dettagliate all’ufficio tecnico, e il dirigente della Protezione civile regionale a Palmi chiederà delucidazioni ai pm sulle indagini che ancora in corso.

Carlotta Tomaselli

 

 

 

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