Siderno: imbarazzo in comune

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L’appariscente comportamento del consigliere Sgarlato, che ha abbandonato l’aula a sostegno di una, devo dire giusta mozione, ha fatto passare in secondo piano un dato ancor più eclatante, soprattutto dal punto di vista politico, cioè quello del consigliere Sgambelluri, di Siderno Libera.

Sgambelluri, infatti, Totò per gli amici,  si è astenuto dal votare l’approvazione dell’assestamento di bilancio predisposto dal suo assessore e soprattutto compagno di partito, Giovanni Lanzafame.

La maggioranza che nella passata tornata elettorale ci ha travolti come un fiume in piena, oggi è divisa in una serie di rigagnoli senza sbocco al mare.

Il non votare il bilancio della propria maggioranza è infatti  atto grave e chiaramente indicativo di un dissenso aperto. Sempre più di attualità sono quindi i giochi di specchi o i comportamenti poco chiari, di cui già diverse volte ho parlato. C’è da chiedersi a questo punto se esiste uno “zoccolo duro” della precedente maggioranza che ostinatamente percorre una strada mal tracciata e che può portare al baratro questo Paese. E soprattutto c’è da chiedersi quale sia il collante che tiene uniti i consiglieri rimasti. Se cioè una volta venuti meno gli obiettivi di fondo, oramai irraggiungibili, non ve ne siano altri, personalistici, che permettono di spingere ancora la macchina governativa. E il dubbio è ancor più legittimo nel momento in cui lo stesso Sindaco, in sede di consiglio comunale, proclama di aver assunto come obiettivo principale del suo mandato il risanamento del dissesto.  Fatto grave, perché  riduce il vasto e sbandierato programma elettorale ad un unico punto, per il quale forse era più adatto un ragioniere che un Sindaco, dando atto del fallimento della politica della coalizione e di fatto rinvia la resa dei conti.

Dopo il risanamento il diluvio?

Se le previsioni sono giuste leggeremo nuove idi di marzo.

Giuseppe Caruso

VOLO

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