USURA A SIDERNO: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA “BACINELLA”

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Nella sentenza del processo “Bacinella” si leggono alcune della minacce, ad alcuni presunti usurai di Siderno, che ripercorrono i drammatici rapporti intercorsi tra uno di loro e la vittima. << Ti scasso come un capretto… ti investo con l’auto e ti spezzo le gambe.>>
dapprima ci sono le minacce per far versare il denaro prestato entro il termine stabilito << pena immediate ripercussioni fisiche>> per poi <<passare ai fatti>> << giungendo a picchiare con brutale efferatezza più volte e in via sistematica l’inerme vittima che non osa opporre alcunché ai soprusi del reo fino al punto di essere costretto a nascondersi nel timore di essere individuato.
Accanto al “metodo” mafioso, scrive il Gup nelle motivazioni della sentenza, vi sono ulteriori univoci elementi sotto il profilo della richiesta estorsiva” sempre proveniente” ed espressa in favore della cosca di riferimento” Tra le minacce espresse dal presunto usuraio quelle in cui << rappresenta la vittima che “gli sta facendo fare brutta figura con i cristiani”, termine univocamente allusivo ai compartecipi associativi.>> Queste continue minacce ripetute più volte confermano l’accusa di estorsione secondo il metodo usuraio.Nel processo abbreviato “Bacinella” si è definito in primo grado con condanne inflitte, a 10 imputati, per 46 anni di reclusione.

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