Mar. Mag 18th, 2021

I Finanzieri della Compagnia di Rossano, coordinati dalla Procura della Repubblica di
Castrovillari, hanno posto sotto sequestro beni e valori per un totale superiore ai 7 milioni di
euro nei confronti di due società responsabili di reati di bancarotta fraudolenta ed evasione
fiscale.
Gli amministratori legali delle società, operanti nel settore edile, dal 2010 ad oggi, hanno
omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi ed attuato un iter distrattivo e di alienazione
dei beni posseduti e della titolarità delle quote, al fine di sottrarsi agli obblighi fiscali.
Le società, una volta costituite, operavano regolarmente sul mercato per un paio d’anni per
poi essere cedute con contestuale “svuotamento” del patrimonio aziendale e cessione dei
beni strumentali alla produzione.
Ne derivava una condizione di insolvenza in danno ai creditori e l’inevitabile fallimento.
Al fine di rendere maggiormente difficoltosa la ricostruzione della bancarotta fraudolenta le
società venivano intestate a soggetti esteri e la sede legale trasferita fittiziamente in località
di mero comodo.
La ricostruzione delle attività di impresa veniva altresì ostacolata attraverso la distruzione o
la denuncia di smarrimento dello scritture contabili obbligatorie per legge.
Al termine dell’attività investigativa, in esecuzione di un decreto emesso dal Giudice per le
Indagini Preliminari su richiesta del Pubblico Ministero, sono stati posti sotto sequestro
preventivo “per equivalente” beni per circa 7.500.000€, riferibili agli amministratori legali
delle due società e considerati dagli investigatori come il frutto delle condotte criminose
omissive degli obblighi tributari materializzate dalle due compagini societarie.
Tra i beni sequestrati figurano abitazioni, rapporti bancari, quote societarie, terreni,
magazzini, depositi, auto e moto di lusso e mezzi pesanti da lavoro, alcuni dei quali erano
stati alienati dalle due società ad altre compagini, riconducibili agli stessi amministratori, poco
prima della dichiarazione di fallimento.
Le accuse rivolte agli amministratori coinvolti sono di bancarotta fraudolenta, omessa
presentazione delle dichiarazioni fiscali e di occultamento e distruzione delle scritture
contabili obbligatorie.

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