La posizione della minoranza di Monasterace : “PD – Monasterace cambia verso” sullo spostamento del centro di aggregazione giovanile

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Esprimiamo il nostro pensiero sul progetto di Centro di aggregazione giovanile (€ 510.000 dal PON sicurezza, sport e legalità – Progetto Locride). Sollecitati prima – per conoscenza ed insieme a ben più autorevoli Istituzioni scomodate – dal consigliere di maggioranza Palmiro Spanò (con l’ennesima interrogazione) e dopo dalle  repliche del Sindaco. Con alcune doverose premesse.

L’intervento oggetto della ennesima inutile disputa locale, fu avviato nel 2012 dalla nostra A.C. – ed in particolare dal Sindaco Maria Carmela Lanzetta – ed intitolato alla memoria del compianto nostro concittadino Dott. Rocco Lombardo. Un insediamento molto importante (sala da ca. 100 posti, laboratori informatici, verde esterno e parcheggi, ecc.) che ospiterà anche l’archivio privato dell’ex Procuratore della Repubblica di Locri. Un patrimonio straordinario per educare i giovani alla pratica della legalità.

Registriamo con soddisfazione che sia giunto all’appalto dell’opera l’iter burocratico (lunghissimo e complesso). I relativi atti (tutti pubblici ed accessibili) consentono di verificare quindi la congruenza del procedimento, i pareri espressi dalle Autorità competenti, ecc.

Spetta all’A.C. in carica rispondere alle domande poste dal proprio consigliere, sebbene talune appaiono oggettivamente retoriche. Difficile che il Ministero degli Interni – titolare del programma PON – e la Prefettura – attuatore e Stazione Appaltante dell’intervento – siano rimasti ignari della “delocalizzazione” dell’intervento nell’ex area Patrimonio Stato (in passato concessa al Sig. Cortese), in luogo dell’originaria collocazione individuata dalla precedente amministrazione nel blocco “non finito” dell’ex Ostello della Gioventù in via Lupa (nel corso dell’iter rivelatasi problematica sotto diversi e non irrilevanti aspetti, peraltro, non risolvibili con questa tipologia e tempistica di finanziamento).

E qui casca l’asino; Se a determinare la delocalizzazione sono intervenuti anche aspetti ostativi oggettivi e contingenti, perché si tira su questa insulsa polemica? La risposta è nelle simili vicende della “Riqualificazione P.zza Porto Salvo” e dello “Spostamento degli uffici Comunali dal Centro in Marina”.
Quando il furore ideologico si salda con la speculazione per lotta politica e l’astio personale, si producono sempre mostri divoranti la coesione della comunità. Lo strumento preferito per queste operazioni, è l’orchestrazione di campagne allarmanti. A fini di contrasto politico ma, senza argomenti di sostanza (infatti, per le trascorse vicende, esposti, interpellanze, appelli a Prefetto, Istituzioni varie, ecc., non hanno avuto alcun seguito).

Una cattiva “pratica”,purtroppo, riesumata per l’occasione e già utilizzata a danno degli ex amministratori e del Commissario che, hanno subito anche ingiurie ed accuse oltre ogni civile livello di confronto.
Ma, come per le precedenti, è una strategia speculativa.
Finalizzata esclusivamente alla conquista del potere (o forse alla tutela d’interessi privati). Peraltro, un’azione scellerata che nel caso della Piazza è costata la mancata estensione della stessa; fino al bordo spiaggia e la riduzione a traffico disciplinato della parte di lungomare corrispondente. Responsabilità e miopia in capo anche ai tuttologi (senza titoli ma, esperti) dai proclami pseudo urbanistico-ambientalisti “a parole”.
Nei fatti, invece, sempre sulle posizioni più retrograde e conservatrici. Incapaci di proiettarsi in un orizzonte temporale oltre le “convenienze” del momento.
E se all’epoca la ridicola disputa ideologica fu tra; “piazza alta/bassa” (fortunatamente il giudizio che conta lo ha dato il gradimento delle persone che la frequentano e la vivono serenamente), ora siamo al “Centro meglio qua/là”. Evidentemente la collocazione nell’ex Ostello o nell’ex area Cortese, non sono una migliore/peggiore dell’altra ma, semplicemente, differenti perché con diversi presupposti ed obiettivi.
Entrambi validi e dignitosi. Nel primo caso si completava un singolo edificio per anni non finito, ora s’intende avviare (anche alla luce dei finanziamenti intervenuti) la RIGENERAZIONE di una intera area importante all’ingresso Sud della Marina. Una zona comunque a forte degrado, con presenza d’impianti incompatibili nei centri abitati e già all’attenzione delle precedenti programmazioni e previsioni di PRG. In conformità con le più avanzate esperienze nel mondo che, promuovono il risparmio di suolo ed il recupero di aree degradate attraverso mix di spazi (liberi/costruiti) e integrazione fra funzioni (verde e tempo libero/sport/produttive/culturali/ecc.).
Per ampliare l’offerta a tutti (bambini/adulti/anziani) e l’uso diversificato e costante nel tempo dei potenziali fruitori (Istituzioni/associazioni/altro). Senza ridurre le dotazioni ma, riorganizzando e riordinando anche quanto esistente.
Sicchè, oggi come allora, il reale interesse ed il recondito intento della disputa, hanno evidentemente altri obiettivi.
Ma, sappiatelo: nessuno a favore dell’interesse generale!
Non abbiamo infatti sentito parole chiare su come s’intende mantenere l’area con gli impianti incompatibili come sono e dove sono oggi, oppure, diversamente, quali risorse si hanno a disposizione per l’immediata dismissione, con conseguente riqualificazione e restituzione all’uso comune degli stessi.

Ancora una volta avviliscono i riferimenti (anche su trascorsi e persone che non possono difendersi), toni e linguaggi allusivi e inaccettabili usati da soggetti istituzionali per interloquire.
E non ci rallegra che l’attuale primo cittadino (all’epoca co-promotore di proteste insieme a Spanò e protagonista di quella stagione inqualificabile), subisca oggi il medesimo “trattamento” riservato a noi.
Sicchè ribadiamo la nostra scelta comportamentale “differente”: non c’interessano le speculazioni come arma di contrasto politico! Registriamo sconcertati lo scontro interno alla maggioranza che ri-espone alla cronaca come la solita comunità rissosa, inconcludente e divisa.
E poichè non siamo “indifferenti” riteniamo utile che l’A.C. informi correttamente la cittadinanza sull’iter tecnico-amministrativo del procedimento.
Avendo ben chiaro – da forza di governo non populista – che chi amministra ha il diritto/dovere di fare scelte assumendone la responsabilità. Senza condizionamento delle opinioni che, pur legittime, non presumono obbligatorio accoglimento. Specie quando non sono fondate su elementari conoscenze di procedure e direttive dalle quali spesso dipendono scelte e decisioni: il PON ammette opere ex-novo solo per “Impianti sportivi”, mentre solo ristrutturazione di edifici esistenti per i “Centri di aggregazione”.

E rilevando ancora il reale scarso livello di competenza amministrativa di chi aspira da tempo a governare con ruoli apicali, auspichiamo che la maggioranza trovi chiarezza al suo interno e utilizzi tempo e risorse per far crescere questa comunità e il suo benessere. E non per litigare su tutto e nulla.

Questa comunità non ricava alcuna utilità da beghe personali fra primi attori o dai sostenitori delusi e non intende essere nuovamente trascinata nel vortice degli scontri tribali fra bande. Specie se mettono a grave rischio finanziamenti ed opere su cui è stato investito l’impegno generoso e disinteressato di tante persone e di cui la comunità ha diritto ed urgenza di entrare in possesso.

Gruppo di minoranza consigliare “PD – Monasterace cambia verso”

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