L’ARSAC E LA RIFORMA AGRARIA NELLA SETTIMANA DELLA CULTURA CALABRESE

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Ancora una volta l’ARSAC, l’azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese, diretta dall’ingegnere Italo Antonucci (nella foto), al centro positivo del dibattito culturale, oltre che sociale ed economico, della Calabria.  Ciò, grazie, anche, all’iniziativa ideata e organizzata dal dottore Demetrio Guzzardi, rettore dell’università Vivariensis, istituto di studi, ricerche, formazione e servizi per la valorizzazione, tutela e divulgazione del patrimonio culturale ed ambientale. Nell’ambito della settimana della cultura calabrese, infatti, il rettore Guzzardi, accompagnato dal noto fotoreporter Mario Greco (sono sue le foto del servizio), e da altre personalità dell’istituto, ha visitato l’azienda sperimentale dimostrativa di Molarotta (situata vicino a Camigliatello

Silano), la cui responsabilità è del dottore Antonio Leuzzi, dirigente  regionale di settore, e che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’ARSAC, assieme, in provincia di Cosenza, alla eccellente azienda di San Marco Argentano Tarsia. Ad accogliere il gruppo di studiosi, ricercatori e appassionati, il divulgatore e giornalista, dottore Giuseppe Cavallo, del settore divulgazione, diretto dal dottore Bruno Maiolo, il referente dell’azienda, Giuseppe Pantusa, e il giornalista dottor Enzo Pianelli. Nel corso della visita guidata, è stato messo in risalto il ruolo storico dell’OVS, prima, e dell’ARSAC oggi, per l’incisiva azione di ricomposizione e riordino fondiario e nella riforma agraria in genere ed è stato posto l’accento sulle straordinarie peculiarità del territorio calabrese e sulle possibilità di sviluppo socio economico che da ciò possono derivare. L’ARSAC, per questo, ha un ruolo fondamentale e strategico e lo dimostra la felice intuizione del direttore generale Antonucci che, tanto per fare un esempio, ha voluto che nell’azienda di Molarotta si pensasse anche al recupero della ginestra, uno dei cavalli di battaglia del settore agricolo e agroindustiale del passato che, ancora oggi, potrebbe divenire un volano di riscatto e di sviluppo per vari areali calabresi, oltre che un momento strategico per il rafforzamento dell’identità culturale. Il dottore Leuzzi, che sul territorio regionale ha avviato diverse iniziative incisive e produttive, con grande apertura mentale e professionalità, si è reso subito disponibile a recepire l’importante input realizzativo.Il dottore Guzzardi, del resto, essendo pure un uomo di profonda culturale nonchè editore della Casa editrice “Progetto 2000, assieme agli altri illustri convenuti a Molarotta, ha ben compreso quanto l’ARSAC, grazie al proprio direttore generale, ai dirigenti e al qualificato personale tecnico,  possa contribuire a creare le condizioni per la conservazione, la valorizzazione e l’ottimale fruizione del patrimonio agricolo e ambientale calabrese, quale preziosa eredità per le generazioni future.

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