Ponte sullo Stretto: quando il mito incontra la politica

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Fra le fantomatiche storie all’italiana, quei progetti da sempre menzionati e mai realizzati, quelle opere pantagrueliche che però non trovano riscontro nella realtà a tal punto da incrociarsi col mito e diventare leggenda, si piazza in posizione di prim’ordine la più grande promessa politica di sempre: il Ponte sullo Stretto. Quella struttura che renderebbe la traversata rapida ed indolore, immune dal mare in tempesta e dai disagi dovuti ai ritardi dei traghetti o alla semplice tortura psicologica di quella mezz’ora in più per arrivare dall’altra parte. Il punto di congiunzione fra la Calabria e la Sicilia, forse per rendere l’isola un pò meno isola e la Calabria un pò meno terra di transito.

La politica ne ha sempre parlato eppure non ha mai fatto nulla di concreto per trasformare le parole in blocchi ed asfalto. Sembrerebbe che da qualche giorno la leggenda del ponte sia tornata in auge grazie al rilancio di Silvio Berlusconi che passando la palla a Matteo Renzi ha incontrato il suo parere favorevole. Il Presidente del Consiglio ha infatti spiegato che mentre due anni fa la priorità non era il ponte sullo Stretto, oggi dopo aver quasi ultimato i progetti essenziali (Salerno-RC, viadotti e ferrovie in Sicilia) si può ritornare a parlarne. E mentre la politica si divide fra coloro che sposano il pensiero di Renzi e quelli contrari ci sono anche coloro che gridano all’arrivista, perché inteso come modo per raccattare voti in vista del Referendum di ottobre.

Le reazioni non sono tardate ad arrivare: il Sindaco di Messina Renato Accorinti in un’intervista è stato categorico: “Io spero che quella di Matteo Renzi sia una battuta, anzi lo sarà sicuramente”. Altrimenti? “Altrimenti è un atteggiamento ingiusto oltre che offensivo. Le strade sono utili, le scuole sono utili, le opere culturali sono utili, io non sono contro al cemento ma quando viene utilizzato bene. Ma il Ponte è utile a che cosa?”

Diversa la reazione dal fronte Reggio Calabria, il Sindaco Giuseppe Falcomatà che, provocando l’ira di Legambiente, afferma: “Accorinti pone temi importanti e condivisibili, temi su cui ci confrontiamo, però, seppur coi piedi per terra, anche pensando alle cose semplici, dovremmo essere dei visionari. Come Sindaci, come responsabili della comunità dobbiamo garantire l’ordinario ma anche lo straordinario. Se il ponte è inserito in un sistema complesso che comprende aeroporti e porti, alta velocità, ferrovie e infrastrutture avanzate, allora è un bene. Ponte da solo sarebbe solo una cattedrale nel deserto”.

A rispondere al Premier anche Luigi De Magistris attuale Sindaco di Napoli ed ex pm in Calabria che scrive: “Per Renzi la priorità è il ponte sullo stretto. Brindano gli speculatori, brindano mafia e ‘ndrangheta”.

Insomma una telenovela che non conosce limiti di tempo, dove il mito diventa attualità e la richiesta diventa promessa. Ci si chiede dunque, la solita farsa in tempi di voto senza partito ne colore oppure stavolta una coesione politica mirata che può produrre qualcosa di concredo e duraturo? Dopotutto siamo Italiani e purtroppo avvezzi alla prima ipotesi.

 

SARA FAZZARI

 

 

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