Scioglimento Consiglio Comunale di Badolato. La sentenza del TAR Lazio

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La sentenza del TAR Lazio, con le sue pesantissime motivazioni contro l’Amministrazione Comunale di Nicola Parretta (2008-2013), è l’ennesimo colpo durissimo che la Comunità sana e onesta di Badolato riceve a causa degli interessi che l’hanno dominata in questi ultimi 20 anni.

La sezione del Partito Democratico di Badolato, in tutte le sue precedenti formazioni (PDS-DS), in questi anni ha sempre lottato con forza contro abusi, illegalità e infiltrazioni, pagando un prezzo politico elevato, perdendo praticamente tutte le elezioni locali.

In pochi ci hanno seguito e forse ancora meno hanno votato per noi e le nostre liste civiche. Purtroppo hanno sempre vinto i presunti imprenditori; i presunti politici; i presunti esperti amministrativi.

Sappiamo che, perdendo le elezioni, si perde forza elettorale, come spesso accade nei piccoli Comuni, dove non governando si diventa meno attrattivi. E, nonostante fossimo nel giusto, ci siamo sorbiti lezioni da chi amava “vincere facile”, anziché esporsi contro interessi marci e pericolosi da toccare.

Sappiamo anche quanto sia stato difficile per i nostri tesserati ed elettori accettare gli esiti elettorali comunali.

Tuttavia siamo rimasti una forza sana, riferimento assoluto per le persone oneste, libere e forti che hanno capito quello che a Badolato stava accadendo. Abbiamo denunciato per anni gli abusi, l’attacco al territorio, l’assurdità degli strumenti urbanistici, le speculazioni edilizie e finanziarie, i rapporti e le infiltrazioni mafia-politica, per non dire delle costanti irregolarità amministrative, consumatesi spesso nell’indifferenza e con l’abbraccio mortale tra una politica di pastafrolla e apparati burocratici collusi e infedeli.

Curiosa e desolante la vicenda di un protagonista di questo sfascio epocale, Gaetano Stagno (il presunto politico): sempre vincente – si noti – negli ultimi 20 anni; Difensore Civico rigorosamente a spese (e non poche!) della comunità tra il 1997-2001; consigliere comunale che non finisce nella stessa posizione politica una legislatura; perfino presidente di Comunità Montana e consigliere provinciale; storicamente sballonzolante tra destra e sinistra, in questi giorni si divertiva pensando di prenderci in giro, perché “noi” eravamo quelli sempre perdenti.

Gaetano Stagno, invece, il  “vincente” in questi giorni doveva essere più accorto e tacere, per dignità o cautela (come giustamente hanno fatto tutti gli uomini coinvolti del disastro amministrativo della “Vela”), data l’imminenza di una sentenza su un’amministrazione Parretta di cui era consigliere comunale e fervido referente politico. Invece si è messo a fare il gradasso, dall’alto della sua vittoria recente con Mannello (altro bel disastro, in corso).

Ora lui è stato sciolto per mafia: e da qualche giorno non canta e non ride più.

Noi potevamo vincerne tante di elezioni in questi anni. Potevamo fare accordi e compromessi di ogni genere e con chiunque. Ce ne hanno proposti anche di interessanti negli anni. Ma non ci piace vincere così. Né essere marchiati a vita con provvedimenti di scioglimenti per infiltrazioni mafiose.

Come è successo anche alle ultime elezioni 2016, chi sta con noi dorme sempre molto tranquillo!

Siamo decisamente più sereni nel mantenere una nostra integrità politica, anche perdendo le elezioni. Subito dopo il voto del 2013 (eravamo nella lista civica “Badolato Bene Comune”: quelli della “Vela” ci doppiarono) avevamo denunciato gli abusi, le infiltrazioni, le anomalie della campagna elettorale, così come lo avevamo fatto dal palco nei nostri comizi. Nei giorni successivi al voto già volavano voci di querele nei nostri confronti. Al consiglio di insediamento della seconda legislatura (giugno 2013) il confermato sindaco Parretta ci insultò e sfidò (“Allora arrestateci tutti” disse).

Un mese dopo lo presero in parola.

Poi la storia ha aggiustato il quadro e rimesso un po’ di cose a posto.

Ora, le conseguenze di questi anni non le pagano tanto gli autori dei danni. Quelle conseguenze le paghiamo tutti poiché il dissesto economico e materiale è tanto; in questi anni a Badolato i rapporti umani, perfino parentali, sono stati sacrificati sull’altare degli interessi speculativi; l’economia del paese – che doveva essere salvata da sindaci imprenditori e “villaggi” – è collassata ulteriormente. E il disonore, che tocca la Comunità a causa di pochi soggetti, è enorme.

Il danno fatto richiederà tanta fatica per riemergere e non saranno certo Gaetano Stagno e l’attuale sindaco Mannello tuttora inquisito e coinvolto a pieno titolo nella vicenda amministrativa della sciolta amministrazione Parretta a risollevarne le sorti.

Né ci riusciranno i deboli e inesperti assessori e consiglieri comunali dell’attuale amministrazione Stagno-Mannello.

Semmai, questi ragazzi è bene si rendano conto alla svelta di dove sono finiti, di quello che stanno facendo e soprattutto di dove andranno a sbattere.

Stavolta ci diano retta (da Mannello-Stagno e loro sodali non ci aspettiamo nulla): compiano un gesto bello per Badolato e si mettano da parte, lo apprezzeremmo. Prima che sia troppo tardi, un’altra volta.

 

Il Partito Democratico di Badolato

08.10.2016

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