TANSI LANCIA ACCUSE AL SISTEMA DI SICUREZZA CALABRESE E LA CISAL CHIEDE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

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Fra la Cisal e Carlo Tansi è battaglia aperta. Secondo una nota da parte della Confederazione viene chiesto di valutare l’ipotesi di aprire un procedimento disciplinare a danno dello stesso. La motivazione sarebbe dovuta ad alcune dichiarazioni effettuate dal Direttore della Protezione civile di Reggio Calabria contro l'”onorabilità dei lavoratori e dei rappresentati istituzionali, lesive dell’immagine dello stesso Ente Regionale” definendoli come “inadeguati e spesso non particolarmente affezionati al lavoro”

 

Fortemente accusato dalla Cisal anche per dichiarazioni attraverso mezzo stampa effettuate nei giorni scorsi. Tansi aveva infatti minacciato le dimissioni imminenti perchè secondo quanto da lui affermato la Protezione Civile sarebbe stata per anni caratterizzata da interessi illeciti ed un sistema chiaramente vetusto sul piano della sicurezza, elementi che lo hanno spinto ad effettuare ben quattro denunce.

‘Io ho detto che occorre riorganizzare il personale della Protezione Civile e per questa cosa sono stato incredibilmente attaccato. Il quadro che ho trovato è questo: 180 dipendenti, di cui 91 in sala operativa che rispondono al telefono. In Calabria siamo 2 milioni di persone. In Lombardia, ci sono 10 milioni di persone e la sala operativa ne conta solo 9. – aggiunge – Nessuna persona   in sala operativa ha una qualifica tecnica, non ci sono tecnici di livello adeguato. Ci sono anche architetti o ingegneri, ma saranno il tre per cento, che però sono inquadrati come operai, quindi non hanno titolo giuridico per potere svolgere determinate funzioni.”

Queste alcune delle affermazioni  che hanno sicuramente provocato la reazione della CISAL che accusa Tansi di eccessivo “protagonismo” e che per tanto chiede un procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Le accuse di Tansi sono pesanti, da cattiva organizzazione, a dipendenti senza qualifiche adeguate, intanto ad averne la peggio è l’intera Regione sicuramente non pronta in caso di calamità naturali ed emergenze da gestire.

SARA FAZZARI

 

 

 

 

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